Coldiretti

Lazio

Campagna amica per la salute: 100.000 persone in 71 mercati negli ospedali, 1000 aziende agricole in campo

Roma -(Agen Food)–Campagna Amica– Quasi 100mila persone coinvolte nei 71 ospedali aderenti in tutte le regioni italiane, oltre mille aziende agricole, decine di istituzioni regionali e aziende sanitarie mobilitate insieme a medici, nutrizionisti e volontari per affermare un principio semplice: la prevenzione comincia a tavola. È il bilancio di “Campagna Amica per la Salute“, l’iniziativa promossa daColdiretti,Fondazione Campagna AmicaeFondazione Aletheia, la più grande mai realizzata in Italia per portare la prevenzione alimentare dentro gli ospedali, con la partecipazione di presidenti di Regione, assessori alla Sanità e all’Agricoltura, direttori generali delle aziende sanitarie e rappresentanti delle istituzioni locali.

L’evento ha coinvolto alcune delle principali eccellenze ospedaliere italiane ed europee, dal Policlinico Universitario Fondazione Agostino Gemelli IRCCS e dall’Isola Tiberina – Gemelli Isola di Roma al Niguarda e alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dal Gaslini di Genova al Sant’Orsola Malpighi di Bologna, fino al Policlinico di Bari, agli Ospedali Civili di Palermo, all’Ospedale pediatrico Santobono Pausilipon di Napoli, al San Giovanni di Dio di Firenze, all’Ospedale pediatrico Città della Speranza di Padova e all’Ospedale Civile dell’Annunziata di Cosenza.

Mercati contadini, consulenze con medici e nutrizionisti, degustazioni di prodotti della Dieta Mediterranea, laboratori didattici per bambini, showcooking, attività educative e iniziative solidali hanno animato per un’intera giornata le strutture sanitarie italiane, coinvolgendo pazienti, familiari, operatori sanitari e cittadini. Oltre mille agricoltori hanno portato negli ospedali i prodotti simbolo della Dieta Mediterranea – olio extravergine d’oliva, frutta e verdura, legumi, cereali, agrumi e frutta secca – mentre gli specialisti hanno illustrato il ruolo decisivo dell’alimentazione nella prevenzione delle principali patologie croniche e i rischi legati al consumo crescente di cibi ultraformulati.

L’iniziativa ha avuto anche un importante risvolto istituzionale con la firma di protocolli d’intesa tra federazioni regionali Coldiretti, Regioni e aziende sanitarie, destinati a dare continuità ai progetti di educazione alimentare e prevenzione. Tra questi significativi gli accordi sottoscritti con la Regione Veneto e con l’Ospedale Niguarda di Milano.

Da Nord a Sud il Patto per la salute ha assunto forme diverse ma con un unico obiettivo: portare il cibo sano accanto ai luoghi di cura. Al Policlinico Gemelli di Roma sono stati consegnati da una delegazione di Coldiretti Giovani Impresa e Donne Coldiretti cesti di prodotti della Dieta Mediterranea ai reparti di pediatria e di neuropsichiatria infantile e organizzato un laboratorio dedicato alla mozzarella. Sempre a Roma all’ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola grande successo hanno avuto i laboratori al miele e all’olio extravergine. Al Gaslini di Genova spazio ai bambini con le attività educative “Le bombe di semi” e “I nodi del mare” e una raccolta fondi a favore delle famiglie dei piccoli pazienti ricoverati lontano da casa.

Al Regina Margherita di Torino laboratori sugli impollinatori, mentre a Pavia è arrivato “Superchicco”, il supereroe del riso Carnaroli. In Veneto i laboratori hanno riguardato biodiversità, cucina e One Health, mentre a Venezia è stato presentato il nuovo percorso assistenziale sulla Dieta Mediterranea destinato a proseguire anche nelle Case della Comunità e attraverso la telemedicina. A Bologna protagonisti i laboratori sulla pasta fresca; ad Ancona degustazioni di frutta ed estratti locali contro il caldo; a Firenze i “Cooling Break” con frutta di stagione; a Pescara la consegna di prodotti all’Associazione Genitori Bambini Emopatici; a Napoli cestini di frutta fresca ai piccoli pazienti dell’ospedale Santobono Pausilipon.

(Agen Food) – Roma, 11 lug.

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Italia

Ripristino natura, Coldiretti: Aumenta la burocrazia e diminuisce la produzione agricola

ROMA – “Quella sul ripristino natura è una legge senza logica che, tra le altre cose, diminuisce la produzione agricola – sottolinea il presidente della ColdirettiEttore Prandininel commentare l’approvazione del regolamento da parte del Parlamento europeo – Un compromesso al ribasso rispetto alla proposta del Parlamento, anche se meno negativa della prima proposta della Commissione europea”.

Ettore Prandini presidente Coldiretti

Prandini sottolinea anche quanto fatto insieme agli europarlamentari “per far cadere una serie di vincoli – come ad esempio l’abbandono del 10% delle superfici agricole e disincentivi alla manutenzione del territorio. Tutte misure che avrebbero ulteriormente ridotto la capacità produttiva. La legge – ribadisce il presidente della Coldiretti – resta però un controsenso perché mette in contrapposizione la natura e l’agricoltore, che in realtà è il vero custode di questo patrimonio ambientale. Non è allontanando gli agricoltori dalla terra che si preserva l’ambiente”.

E ci sarebbe un’altra questione significativa su cui porre l’accento: “Mentre continuiamo a chiedere e a spingere sul tema della semplificazione come ribadito anche ieri a Bruxelles – conclude Prandini – questa legge va ad appesantire gli aspetti burocratici e i piani nazionali per le misure di ripristino che sarebbero molto complicati”.

La Coldiretti

Con un milione e mezzo di associati, la Coldiretti è la principale Organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale ed europeo. La sua diffusione è capillare su tutto il territorio nazionale: 20 federazioni regionali, 95 federazioni interprovinciali e provinciali, 869 Uffici di Zona e 3.576 sezioni comunali. In pratica, è presente in quasi ogni comune del nostro Paese. Un’organizzazione in crescita, guidata dal presidente Ettore Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, che ha esteso la propria rappresentanza dalle imprese singole alle cooperative, dal settore agricolo a quello della pesca, dall’agricoltura tradizionale alla filiera agroalimentare con il progetto per una Filiera Agricola tutta Italiana e con la Fondazione Campagna Amica della quale fanno parte quasi ventimila punti tra fattorie, mercati, agriturismi, botteghe, ristoranti e orti urbani, la più grande rete a km zero a livello europeo. Con il nuovo ruolo di sindacato imprenditoriale di filiera e l’ingresso come aziende associate di big del settore agroalimentare, Coldiretti ha promosso inoltre Filiera Italia, che per la prima volta vede l’agricoltura e l’industria alimentare italiana d’eccellenza insieme per difendere, sostenere e valorizzare il Made in Italy.

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Lazio

Viterbo, arriva la protesta dei Trattori. Bruciate bandiere Coldiretti: interviene anche Lollobrigida

Viterbo 29 gennaio 2024-Il ministro Lollobrigida su protesta dei Trattori : “considero sbagliato e ingiustificato ogni atto di violenza, compreso bruciare le bandiere delle associazioni agricole come accaduto oggi a Viterbo”

Dal ‘fuoco’ che agita gli animi degli agricoltori di tutta Italia da più di una settimana, al fuoco reale, che ha bruciato due bandiere della Coldiretti: è successo questa mattina aViterbo. Dove ancora hanno avuto luogo proteste spontanee alla guida dei trattori, organizzate autonomamente dagli operatori agricoli, senza l’avallo di nessuna sigla di categoria.

Dalle campagne fuori Viterbo decine di agricoltori con i loro trattori con cartelli, slogan e bandiere italiane si sono dati appuntamento alla zona commerciale di San Lazzaro, alle porte del capoluogo di provincia. Da qui si sono poi diretti dalla Cassia Nord verso il centro cittadino, costeggiando le mura storiche e via della Palazzina, convergendo poi, intorno alle 12.00, verso piazzale Gramsci, paralizzando il traffico cittadino. L’intento, poi sfumato, era quello di replicare i blocchi al casello di Orte sull’A1, messi in atto già durante lo scorso fine settimana.

Mentre il corteo di circa 50 trattori ha sfilato per le vie del centro di Viterbo, alle porte della città alcuni agricoltori hanno messo in piedi un’azione di protesta piuttosto macabra, dando fuoco ad alcune bandiere giallo-verdi della Coldiretti, per mettere in evidenza, a detta loro, la mancata attenzione da parte della sigla di categoria alle proteste che a macchia di leopardo hanno interessato tutta Italia, da Palermo a Trento, per accendere i riflettori sulle difficoltà del settore e sulle politiche di Bruxelles, ritenute lesive per il settore.

Fonte-Trattoriwebsito www.trattoriweb.com,

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Italia

Proteste con i Trattori, “Inutile prendersela con tutto e tutti. Chiedere poche cose mirate e concrete”

Verona- 29 gennaio 2024- Proteste con iTrattoriin marcia in tutta Italia. Si attende unaclamorosa protestaall’inaugurazione diFieragricola-I partiti si schierano anche in vista delle elezioni europee di giugno 2024. La protesta prende di mira tutto e tutti, a partire dal governo alle confederazioni agricole all’Europa vista come madre di tutti i mali. Nella protesta c’è di tutto e di più, dai no-Vax ai no-Tav, ai ‘forconi’ del Sud, ai Trasversali della Romagna, a chi vuole uscire dall’euro e dall’Europa, a chi chiede  l’autarchia, a chi vuole bloccare le frontiere, a chi se la prende con la farina di insetti e la carne cellulare.

Le organizzazioni agricole cercano di capire dove va a finire questa contestazione che parte dalla base: Confagricoltura sta alla finestra, Cia aderisce alla protesta in alcune aree (Puglia, Ferrara), Coldiretti per bocca del presidente Ettore Prandini dice che bisogna protestare a Bruxelles non in Italia dove il governo ha concesso molto al mondo agricolo. Sentiamo che dice S.C., frutticoltore romagnolo, già impegnato attivamente nel sindacato (Coldiretti), oggi battitore libero e ‘non allineato’.

“Cerco di ragionare con la mia testa e soprattutto guardando ai fatti, alla realtà delle cose. Intanto mi sembra abbastanza incredibile cheun manipolo che rappresentanella migliore delle ipotesineanche l’1 per cento delle aziende agricole italiane(dati Istat) possa creare tanto scompiglio. Lerichiestepoi sono nella maggior parte deicasi aberranti, fuori da ogni logica, in alcuni casisi chiedono cose già ottenute. In Germania e Francia la protesta è partita dal taglio delle agevolazioni al gasolio agricolo, che qui da noi non c’è stata. Soltanto in alcuni casi ci sarebbe davvero ragione di protestare, ma si fa talmente casino che alla fine non si capisce più niente. Poi questi che causano tanti disservizi chi rappresentano? Bisognerebbe capire se le loro problematiche economiche sono dovute solo alle vessazioni dell’Unione Europea o alla scarsa capacità imprenditoriale di loro stessi…”

Allora d’accordo con l’Europa?

“Assolutamente no.Non si può essere d’accordo con l’ideologismo ambientalista di Bruxelles, peròprotestare ha un senso se si chiedono poche cose e realizzabili,non un generico “tiriamo giù tutto”. Poi se vogliamo dire che le organizzazioni professionali e il governo italiano non fanno abbastanza per i produttori siamo tutti d’accordo ma da qui a chiedere tutto e il contrario di tutto ce ne passa. La protesta anche dura, anche fastidiosa, ci può stare mabisogna puntare a qualcosa di nuovo, di costruttivo.Contestando tutto e tutti non si va da nessuna parte e si fa solo il gioco di quelle organizzazioni professionali che dicono di rappresentare il mondo agricolo quando in realtà sono solo autoreferenziali e chiedono soldi agli associati per mantenere apparati enormi con stipendi faraonici”.

Circola un manifesto in sette punti (vedi in fondo all’articolo)…

“Tra le cose che secondo me avrebbero bisogno di essere portate avanti in maniera civile e democratica ovviamente in quei sette punti c’è poco o nulla… Il punto 4 evidenzia la poca conoscenza di come funziona la pubblica amministrazione perché i soldi finalizzati a coprirei contributi agevolati grandine 2022 e 2023 lo Stato li ha già, dovrebbero già essere iscritti a bilancio. La cosa grave è che ancora non hanno iniziato a distribuirli. Non solo, sarebbe opportuno che qualcuno dal ministero fosse in grado di spiegare come funzioneranno le liquidazioni del fondo Agricat ammesso che liquidazioni ci siano. Per quanto riguarda invece la comunità Europea sarebbe opportuno che rivedesse assolutamente lariduzione dei fitofarmaciche per una corretta pratica culturale è qualche cosa di aberrante…”

“In generale – conclude S.M. – la riflessione da fare specialmente per quanto riguarda i Paesi del Nord Europa è che le loro proteste sono nate sia dalla questione accise sul gasolio sia dal fatto che, con la nuova rimodulazione dei contributi PAC, loro che a differenza nostra erano molto più avvantaggiati per quanto riguarda l’estensivo si sono trovati a fare i conti con forti riduzioni contributive perché i fondi sono stati dirottati verso i paesi dell’est Europa a o comunque da poco entrati nella Comunità europea… Poi c’è la paura dell’arrivo nella UE dell’Ucraina, un vfero gigante agricolo. E’ chiaro che se queste cose non si sanno o non si raccontano nei dovuti modi, il risultato è solo un grande casino, anarchia…” (L. Frass.)

Fonte- IL CORRIERE ORTOFRUTTICOLO

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Abruzzo

Coldiretti Teramo con centinaia di agricoltori per la Giornata del Ringraziamento

Teramo- Oltre settanta trattori questa mattina hanno sfilato a festa in occasione della Giornata del Ringraziamento provinciale diColdiretti  Teramoche questa mattina è stata celebrata nel centro storico di Atri con la presenza del Vescovo della diocesi S.E.Lorenzo Leuzzi, del viceprefetto di Teramo nonché commissario prefettizioAlberto Di Gaetano, il presidente della provincia di TeramoCamillo D’Angelo, la direttrice del dipartimento agricoltura della Regione Abruzzo e numerose autorità politiche, civili e religiose, forze dell’ordine e mondo associativo. Insieme al presidente di Coldiretti TeramoEmanuela Ripani, al direttoreRoberto Rampazzo, al segretario di zonaAlberto Italianie al consiglio direttivo, centinaia di agricoltori hanno festeggiato un suggestivo e antico rito che, inaugurato dalla Confederazione nazionale Coltivatori diretti nel 1951, nacque per ribadire l’ispirazione dell’organizzazione professionale alla dottrina sociale cristiana e per ringraziare il Signore del raccolto concesso.“La Giornata del Ringraziamento – spiega la presidente di Coldiretti Teramo Emanuela Ripani – è nata per ribadire il legame con la dottrina sociale cristiana, è una tradizione molto sentita dai nostri soci, è un segno di speranza e di fiducia anche in un momento molto difficile e complesso come quello attuale”.Ad aprire la manifestazione l’arrivo dei mezzi agricoli presso parcheggio Campi da Tennis a cui è seguito il corteo nel centro storico atriano e alle 11.00 il raduno dei mezzi a Piazza Duomo e corso Elio Adriano. A seguire, intorno alle 11.30, la Santa Messa con il Vescovo Monsignor Lorenzo Leuzzi in una cattedrale “vestita” di giallo e affollata da centinaia di agricoltori che hanno offerto, secondo il tradizionale canovaccio della manifestazione, ortaggi e confetture, olio e vino, pane e pasta e altri prodotti provenienti direttamente dalle campagne teramane. Il Vescovo si è soffermato sulle problematiche del mondo agricolo, ricordando che “i temi del raccolto a volte sono lunghi e richiedono il rispetto della natura” e, a conclusione, la preghiera del coltivatore letta dall’imprenditrice agricola Francesca Petrei Castelli, del pastificio Verrigni. Poi, tutti in piazza per la benedizione dei trattori parcheggiati, gli animali arrivati dalle campagne (c’erano caprette, asinelli e pecore) e l’esibizione del coro Di Iorio di Atri. “Una giornata di speranza – commenta il direttore Roberto Rampazzo – a cui i nostri soci hanno partecipato con entusiasmo e responsabilità per ricordare il grande valore dell’agricoltura e l’attaccamento ad una organizzazione che lavora da anni per la costruzione di un futuro nonostante le tante difficoltà”.

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Italia

Coldiretti, export a rischio con la crisi del Mar Rosso

L’export agroalimentareMade in Italyin Asia vale 5,5 miliardi nel 2023 del quale quasi il 90% raggiunge i Paesi di destinazione per via marittima e si scontra con le difficoltà alla navigazione provocate dagli attacchi degliHouthidello Yemen contro le navi nelMar Rosso. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Istat nel sottolineare che l’allungamento delle rotte marittime traOrienteeOccidente, costrette ad evitare il Canale di Suez, hanno portato adaumenti vertiginosi del costo dei trasporti marittimie dei tempi di percorrenza. Una situazione che impatta pesantemente – sottolinea la Coldiretti – sui prodotti deperibili come l’ortofrutta fresca con l’allungamento dei tempi che potrebbe creare problemi di conservazione del prodotto fresco con il rischio di perdere fette importanti di mercato che sarebbero poi difficili da recuperare. Tra gli altri alimentari interessati alle esportazioni in Asia c’è l’ortofrutta frescae trasformata per un valore attorno al miliardo di euro,pasta e prodotti da fornoper 800 milioni, dolci per altri 400 milioni e vino per oltre mezzo miliardo con la Cina che si contende con gli Usa il primato nel consumo di rossi di cui l’Italia è tra i primi tre Paesi fornitori. Le difficoltà sul mercato asiatico colpiscono un settore in grande espansione che ha messo a segno nel 2023 il record storico con l’export agroalimentare nazionale che ha raggiunto il valore massimo di sempre a 64 miliardi, con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente, secondo la proiezione della Coldiretti sulla base dei dati Istat.

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Italia

La crisi del Mar Rosso, a rischio il 15%di import  di concimi :Valore di 200ML Euro

Roma 23 gennaio 2024-Ledifficoltà alla navigazioneprovocate dagli attacchi degliHouthi dello Yemencontro le navi nelMar Rossorischia diostacolare le importazioni dall’Asiadifertilizzantiper un valore di circa200 milioni nel 2023con preoccupante impatto sui costi di produzione delle imprese agricole.E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Istat nel sottolineare che si tratta di benil 15% del totale delle importazioni di fertilizzanti in Italia, in riferimento al documento di Italia, Francia e Germania al Consiglio Affari Esteri sulla missione navale Ue nel Mar Rosso.Ad essere interessati – sottolinea la Coldiretti – sono soprattutto i concimi idrosolubili che vengono utilizzati nella fertirrigazione e per i quali si avvertono già le prime tensioni sui prezziDifficoltà per il settore anche sul lato del’’export agroalimentare Made in Italy in Asiache vale 5,5 miliardi nel 2023 del quale quasi il 90% raggiunge i Paesi di destinazione per via marittima e si scontra l’allungamento delle rotte marittime tra Oriente e Occidente, costrette ad evitare il Canale di Suez, hanno portato ad aumenti vertiginosi del costo dei trasporti marittimi e dei tempi di percorrenza.

Impatto sull’ortofrutta fresca e trasformata per un miliardo

Una situazione che impatta pesantemente – sottolinea la Coldiretti – suiprodotti deperibili come l’ortofrutta frescacon l’allungamento dei tempi che potrebbe creare problemi di conservazione del prodotto fresco con il rischio di perdere fette importanti di mercato che sarebbero poi difficili da recuperare. Tra gli altri alimentari interessati alle esportazioni in Asia c’è – conclude la Coldiretti –l’ortofrutta fresca e trasformata per un valore attorno al miliardo di euro, pasta e prodotti da forno per 800 milioni, dolci per altri 400 milioni e vino per oltre mezzo miliardo con la Cina che si contende con gli Usa il primato nel consumo di rossi di cui l’Italia è tra i primi tre Paesi fornitori.

 

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Italia

Coldiretti sulla rotta del canale di SUEZ

L’allungamento delle rotte dei trasporti marittimi verso oriente sta creando forti aumenti dei costi per l’export Made in Piemonte. E’ quanto afferma la Coldiretti Piemonte rispetto alle difficoltà di navigazione provocate dagli attacchi degli Houthi dello Yemen contro le navi nel Mar Rosso nel canale di Suez e la conseguente necessità di circumnavigare il continente africano. Il canale di Suez è una delle rotte più significative e fra le più economiche con navi di linea che viaggiano dall’Asia verso l’Europa e viceversa.

IL COMMENTO DELLA PRESIDENTE BRIZZOLARI

«Si tratta di un cambiamento che ha provocato il forte aumento dei costi di trasporto che sulla rotta mediterraneo – Cina sono arrivati praticamente a quadruplicare dall’inizio dell’anno ad oggi, mentre per arrivare in India circumnavigando il continente africano si impiega più di quaranta giorni rispetto ai ventotto attraverso lo stretto di Suez – sottolineano ,presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Ciò comporta oltre al deperimento delle merci, l’aumento di diverse centinaia di dollari in più rispetto alle tariffe attuali e si paventa alla possibilità che venga addirittura applicato un «supplemento per il rischio guerra».

Coldiretti, già da tempo, chiede già che venga messa in atto una task-force a livello nazionale per rimuovere con maggiore velocità le barriere non tariffarie che troppo spesso bloccano le nostre esportazioni. Ora, quindi, bisogna accelerare sulla risoluzione di un problema che sta rischiando di mettere totalmente ko l’economia internazionale perché quanto sta accadendo sul Mar Rosso è una crisi di grandi proporzioni che sta paralizzando il traffico marittimo”.Autore: Coldiretti Piemonte

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ItaliaMarche

Coldiretti ,Il Parlamento Ue scende in campo per salvare la pesca a strascico

Roma 19 gennaio 2024-Dopo la mobilitazione Coldiretti nei porti italiani scende in campo il Parlamento Europeo per salvare i 3000 pescherecci messi a rischio dalla volontà della Commissione di vietare la pesca a strascico, il settore più produttivo della Flotta Italia, aprendo la strada a una vera e propria invasione di prodotto dall’estero ma anche cancellando dai menu i piatti più noti. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere soddisfazione per l’iniziativa degli eurodeputati che boccia il piano d’azione presentato dal Commissario europeo alla Pesca e all’Ambiente Virginijus Sinkevicius con l’obiettivo di essere presto tradotto in una direttiva o in un regolamento vincolanti per gli Stati membri.

Il Parlamento Europeo ha approvato con 402 voti a favore, 95 contrari e 57 astenuti una risoluzione che critica la volontà della Commissione di vietare la pesca a strascico in quanto non sono stati fatti sufficienti studi e avrebbe un impatto economico negativo su molte regioni costiere. Il piano, inoltre, secondo gli eurodeputati non insiste abbastanza sulla necessità di includere la reciprocità negli accordi internazionali, non è coerente con le altre priorità dell’Unione europea e non tiene conto dell’aumento dei prezzi, ugualmente alla necessità di rafforzare la crescita economica e l’occupazione.

Il sistema a strascico rappresenta in termini di produzione ben il 35% del pescato nazionale, operando di media non più di 130 giorni all’anno, secondo l’analisi di Coldiretti Impresapesca. Ma le nuove linee prevedono anche la restrizione delle aree di pesca con tagli fino al 30% di quelle attuali, con scadenze ravvicinate nel 2024, 2027 per concludersi nel 2030, con un impatto devastante sull’economia sull’occupazione e sui consumi.

Sono a rischio piatti tipici della tradizione nazionale dal brodetto con pesci di pesca d’altura (tracina, scorfano, calamaro, palombo, razza), frittura di paranza (calamari, triglie, naselli, sogliole, gamberi), moscardini lessi con le patate, calamari ripieni con interiora al forno e brodo di gallinella o torpedine con stracciatella o seppie ripiene al forno.

Scelte che sono il frutto di un estremismo ambientalista lontano dalla logica e che non tiene conto, peraltro di quanto già promosso dalla stessa Unione Europea sul fronte della tutela degli stock, con le norme di contenimento dello sforzo di pesca nel Mediterraneo, in particolare per Adriatico e West-Med, avviate nel 2019 e seguite dai pescherecci italiani, che, a detta della stessa Commissione, cominciano a dare risultati positivi sulla conservazione delle risorse ittiche.

Un risultato raggiunto grazie ai sacrifici delle marinerie italiane che vengono ora di fatto cancellati, mentre le stesse regole non vengono seguite dai pescherecci dei Paesi extraUe che si affacciano sul Mediterraneo, liberi di fatto di pescare anche più di prima approfittando delle restrizioni a cui sono obbligate quelle nazionali.

L’eliminazione della pesca a strascico significa per l’Italia aggraverà ulteriormente una situazione che nel 2023 ha visto arrivare in supermercati e ristoranti del nostro Paese oltre 1 miliardo di chili di prodotto straniero tra fresco e trasformato, pronto spesso per essere servito come tricolore.

Alle importazioni selvagge e alle scelte Ue si sommano anche gli effetti combinati del surriscaldamento, dei cambiamenti climatici e di una burocrazia comunitaria sempre più asfissiante, con il risultato che nello spazio di un trentennio sono già scomparsi il 33% delle imprese e ben 18.000 posti di lavoro, con la flotta ridotta ad appena 12mila unità.

Fonte-Il punto Coldiretti

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Abruzzo

Agricoltura Abruzzo, il comparto vino nel 2023 ha perso il 70% della produzione

ORTONA (CH) –AgricolturaAbruzzo, il mondo del vino abruzzese per la prima volta sta andando avanti con un grande lavoro di squadra nel difficile percorso, iniziato ormai sei mesi fa, che ha l’obiettivo di risanare almeno in parte le importanti perdite causate da condizioni climatiche insormontabili, nonostante il lavoro ed il grande impegno dei viticoltori.

“Voglio ringraziare il presidente Marsiglio e l’Assessore Imprudente per averci dato la possibilità di discutere della situazione eccezionale che sta vivendo il nostro comparto”, è soddisfatto Alessandro Nicodemi – presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo – dell’apertura al dialogo dimostrata dalla classe dirigente regionale. “Sono convinto che solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, aziende e associazioni di settore, potremo davvero trovare delle soluzioni e questa è stata l’occasione di ribadire, in forma congiunta, le richieste che tutti abbiamo fatto negli ultimi mesi.”

All’incontro – che si è tenuto in Regione il 16 gennaio – hanno preso parte, assieme al Consorzio, anche i rappresentanti del Daq Vino d’Abruzzo, Movimento Turismo del vino, Città del Vino, Assoenologi, Giovani viticoltori abruzzesi, Confcooperative Vino, Coldiretti, Confagricoltura e Cia.

È stata ribadita la necessità di attivare un concreto ristoro delle perdite (stimate attorno ai 40 milioni di euro) subite dai viticoltori e dalle cantine, ed è stato sollecitato ogni possibile sforzo da parte delle Istituzioni, che dovrebbero poter contare anche sull’appoggio del governo centrale.  “Abbiamo ottenuto un incontro – per il 24 gennaio – con il Ministro Lollobrigida a Roma che ci fa ben sperare di aver finalmente trovato la giusta strada per veder un’attivazione anche da parte del Ministero”, spiega fiducioso Nicodemi.

Il calo di produzione è stato certificato dal meticoloso lavoro degli uffici e dei tecnici della Regione, che si sono adoperati nell’analisi delle denunce di produzione e che hanno fotografato la situazione reale. La perdita del 70% della produzione era praticamente inevitabile, con qualsiasi mezzo o soluzione tecnico scientifica, da parte dei viticoltori che, da anni, sono gli artefici del successo del Montepulciano d’Abruzzo e dei nostri vini. Si è ribadita la problematica dell’invecchiamento del comparto vitivinicolo abruzzese e la necessità di una ristrutturazione vinicola per aggiornare vecchi impianti e renderli più performanti per la viticoltura moderna.

L’incontro di questi giorni dimostra, da una parte, l’impegno concreto, della Regione e del Presidente, nel dedicare la giusta attenzione e il massimo degli sforzi all’emergenza e, dall’altra, la volontà da parte di tutti gli esponenti del nostro settore di voler fare un lavoro di squadra per poter ripartire al meglio.

Fonte-Agricultura.it

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Italia

Crisi Mar Rosso. Coldiretti: con il cambio delle rotte a rischio i prodotti deperibili come frutta e verdura

ROMA – Coldiretti:L’allungamento delle rotte dei trasporti marittimi verso oriente mette a rischio le consegne dei prodotti deperibili come la frutta e la verdura con la perdita di fette importanti di mercato che sarebbero poi difficili da recuperare”.

E’ quanto afferma la Coldiretti sulle difficoltà alla navigazione provocate dagli attacchi degli Houthi dello Yemen contro le navi nel Mar Rosso con le difficoltà nei trasporti marittimi attraverso il canale di Suez e la necessità di circumnavigare il continente africano.

Un cambiamento che ha provocato il forte aumento dei costi di trasporto che sulla rotta mediterraneo – Cina sono arrivati praticamente a quadruplicare dall’inizio dell’anno ad oggi, mentre per arrivare in India circumnavigando il continente africano si impiega più di quaranta giorni rispetto ai ventotto attraverso lo stretto di Suez.

Le esportazioni nazionali di frutta e verdura Made in Italy dirette in medio oriente, India e sud est asiatico ammontano a quasi mezzo miliardo e scontano un aumento dei costi di trasporto stimabile in 6/7 centesimi per ogni chilogrammo che incide sulla competitività delle imprese nazionali

In gioco c’è un mercato verso il quale l’Italia – conclude la Coldiretti – ha esportato oltre 217 milioni di chili di frutta, di cui oltre 182 milioni di chili mele, con principali destinazioni l’Arabia Saudita (oltre 66 milioni di chili di mele), l’India (oltre 51 milioni di chili di mele) e gli Emirati Arabi (oltre 15 milioni di chili di mele), secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat nel 2022.

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Italia

Coldiretti, Italia divisa tra gelo e siccità, isole senz’acqua

Roma- 13 gennaio 2024-Italia al gelo ma nelle Isole si estende l’allarme siccità con la richiesta dello stato di calamità in Sardegna per le ripercussioni sul sistema agropastorale isolano ma anche rischi sul sistema irriguo per i prossimi mesi, mentre in Sicilia le precipitazioni sono state le piu’ scarse da oltre cento anni nel secondo semestre dell’anno 2023 secondo il Servizio informativo agrometeorologico regionale. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sull’andamento climatico anomalo di inizio anno dopo un 2023 che si è classificato ufficialmente come l’anno più bollente mai registrato prima in Italia con una temperatura media superiore di 1,14 gradi rispetto alla media storica del periodo 1991-2020 secondo Isac Cnr.

L’arrivo del grande freddo lungo la Penisola – sottolinea la Coldiretti – colpisce le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, e broccoli che reggono anche temperature di qualche grado sotto lo zero ma se la colonnina di mercurio scende repentinamente o se le gelate sono troppo lunghe si verificano danni. La discesa della colonnina di mercurio con il gelo rischia peraltro di bruciare fiori e gemme di piante e alberi, con pesanti effetti sui prossimi raccolti dopo che – ricorda la Coldiretti – il caldo anomalo ha favorito in alcuni territori come la Toscana il risveglio anticipato delle varietà più precoci di pesche e susine. A preoccupare – continua la Coldiretti – è anche il balzo dei costi per il riscaldamento delle serre per la coltivazione di ortaggi e fiori che risente dell’impennata della bolletta.

Le recenti piogge invece – sottolinea la Coldiretti – hanno solo attenuato la sofferenza idrica di alcune zone della Sardegna dove a gennaio è già crisi idrica con invasi regionali ad un livello d’emergenza rossa nei comprensori di Sardegna Nord Occidentale, Alto Cixerri, Posada ed Ogliastra a causa della scarsità di piogge e del caldo anomalo, secondo l’Anbi. La richiesta d’acqua è stata superiore al consueto e ha comportato, nel solo mese di dicembre, una riduzione di oltre 14 milioni di metri cubi nella disponibilità idrica presente negli invasi, dove attualmente mancano circa 380 milioni rispetto alla media degli anni recenti e il bilancio è negativo anche in rapporto all’anno scorso secondo l’Autorità Bacino Regionale della Sardegna.

Non va meglio in Sicilia dove la crisi idrica, nonostante l’arrivo delle precipitazioni anche con forti temporali,  ha già comportato il razionamento dell’acqua con le riserve idriche negli invasi al primo dicembre che erano inferiori di ben 45,6 milioni di metri cubi (-13%) rispetto ad un anno prima ed attualmente mancano all’appello circa 54 milioni e mezzo di metri cubi sulle medie più recenti secondo le analisi Anbi sui dati del Dipartimento Regionale dell’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico Sicilia.

ll cambiamento climatico – precisa la Coldiretti – si manifesta con una tendenza al surriscaldamento ma anche con una più elevata frequenza di eventi estremi, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dalla siccità alle alluvioni, dal sole al maltempo. L’agricoltura – conclude la Coldiretti – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con i danni provocati dalla siccità e dal maltempo che hanno superato nel 2023 i 6 miliardi di euro.

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