Striscia di GAZA

LazioRivista d'Arte Online

La Sapienza di Roma-IV Conferenza Internazionale di Scuola Democratica

Roma-Da martedì 1° settembre a venerdì 4 settembre,Sapienza Università di Romaospiterà laIV International Conference di Scuola Democratica, dal titolo “Learning For Democracy / Democracy For Learning”, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alla ricerca educativa e alle politiche dell’istruzione, organizzato in collaborazione con Scuola Democratica e il Mulino. Media partner dell’iniziativa è RaiRadio3.

Con più di1.000 contributi scientificiselezionati e organizzati incirca 220 sessioni,150 panel tematici,5 keynote lecture,5 simposie6 special events, la Conferenza vedrà la partecipazione di oltre 1.200 tra studiose e studiosi provenienti da diversi Paesi del mondo, offrendo un confronto interdisciplinare sul futuro dell’educazione e della democrazia.

Sapienza di Roma-IV Conferenza Internazionale di Scuola Democratica

Tra i protagonisti della Conferenza figurano alcune delle voci più autorevoli del panorama internazionale degli studi sull’educazione:Gert Biesta, tra i maggiori teorici dell’educazione alla cittadinanza democratica;Radhika Gorur, esperta di politiche educative e cultura dei dati;Paolo Landri, che proporrà una prospettiva socio-ecologica della scuola democratica;Rajani Naidoo, impegnata nello studio del futuro dell’università nell’era dell’intelligenza artificiale; ePedro N. Teixeira, tra i principali studiosi delle politiche dell’istruzione superiore.

Che cosa significa educare alla democrazia in un tempo segnato da guerre, crisi delle istituzioni democratiche, rivoluzione dell’intelligenza artificiale, cambiamenti climatici e crescita delle disuguaglianze? Può esistere una democrazia senza educazione? E un’educazione che non sia profondamente democratica?

Sono questi alcuni degli interrogativi al centro dell’edizione 2026, che prende forma dalla convinzione che educazione e democrazia non rappresentino due ambiti distinti, ma costituiscano un rapporto di reciproca dipendenza: l’educazione forma cittadini e cittadine capaci di partecipare criticamente alla vita pubblica, mentre la democrazia crea le condizioni affinché l’apprendimento possa svilupparsi come esperienza di libertà, inclusione e responsabilità. In questa prospettiva,Learning for Democracy / Democracy for Learningnon è soltanto il titolo della Conferenza, ma un vero e proprio programma di ricerca e una proposta culturale rivolta alla società contemporanea.

La Conferenza di quest’anno acquisisce un significato ancor più profondo perché si svolge in un momento storico particolarmente complesso. Guerre, crisi ecologiche, trasformazioni tecnologiche accelerate, polarizzazione del dibattito pubblico, diffusione della disinformazione, concentrazione del potere nelle piattaforme digitali e crescente sfiducia nelle istituzioni democratiche impongono di ripensare il ruolo dell’educazione come infrastruttura essenziale della convivenza democratica. L’obiettivo non è soltanto analizzare le criticità del presente, ma individuare strumenti teorici e pratici applicabili per costruire società più giuste, inclusive e sostenibili. Per quattro giorni Roma diventerà così un laboratorio internazionale nel quale ricercatrici e ricercatori, insegnanti, dirigenti scolastici, decisori pubblici e professionisti dell’educazione discuteranno come ripensare scuola, università e sistemi formativi di fronte alle grandi trasformazioni del XXI secolo.

Questa edizione è dedicata alla memoria dei bambini vittime delle guerre contemporanee. Ricorda gli oltre 20.000 bambini uccisi nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023, i 38 bambini morti negli attacchi terroristici in Israele dello stesso giorno e tutti i minori le cui vite sono state spezzate o profondamente segnate dai conflitti in Ucraina, Libano, Iran, Siria, Yemen, Sudan, Sahel, Somalia e Myanmar, insieme ai bambini morti nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere un luogo sicuro. Secondo l’UNICEF, oggi circa473 milioni di bambini, uno su sei nel mondo, vivono in aree interessate da conflitti armati. Una dedica che richiama il nesso inscindibile tra pace, diritti, educazione e democrazia, ricordando come non possa esistere educazione senza pace, né democrazia senza il diritto universale ad apprendere.

“Ospitare in Sapienza la IV Conferenza Internazionale di Scuola Democratica– dichiara la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni –significariaffermare la missione pubblica del nostro Ateneo come luogo di produzione, trasmissione e condivisione della conoscenza, aperto al confronto tra discipline, istituzioni e comunità scientifiche di tutto il mondo. Significa, al tempo stesso, ribadire il ruolo sociale dell’università, parte attiva di una più ampia comunità educante, chiamata ad accompagnare la crescita delle persone e a promuovere la capacità di leggere criticamente la complessità del presente e di concorrere alla costruzione del bene comune.

In una fase storica segnata da profonde trasformazioni geopolitiche, tecnologiche e sociali,– continua la Rettrice –educazione, ricerca e formazione costituiscono strumenti essenziali per rafforzare la coesione sociale, alimentare il dialogo e formare cittadine e cittadini consapevoli e responsabili. È questa la responsabilità che l’università è chiamata ad assumere, contribuendo a costruire gli strumenti culturali necessari per affrontare le sfide del nostro tempo.

È questo, in particolare, il valore di una conferenza che pone l’educazione al centro del dibattito pubblico internazionale– conclude la rettrice Antonella Polimeni –riconoscendone la funzione fondamentale per lo sviluppo democratico, la promozione della pace e la costruzione del futuro delle nostre società”.

Il programma scientifico si sviluppa attraverso oltre150 panelche affrontano le principali questioni aperte della ricerca educativa contemporanea: il futuro della cittadinanza democratica, la povertà educativa, le nuove disuguaglianze sociali, le migrazioni, la pace e i conflitti, la giustizia sociale, le questioni di genere, l’inclusione, la sostenibilità ambientale, la trasformazione digitale, la governance dei sistemi educativi, il ruolo dell’intelligenza artificiale e il rapporto tra dati, algoritmi e politiche pubbliche, fino alle prospettive di rinnovamento della scuola e dell’università.

Una particolare attenzione sarà dedicata alle trasformazioni prodotte dall’intelligenza artificiale e dalla crescente datificazione dell’educazione. Se negli ultimi decenni le politiche educative sono state guidate dalla disponibilità di dati comparativi, oggi l’affermazione di modelli decisionali fondati su algoritmi, analisi predittive e piattaforme digitali apre interrogativi inediti sulla trasparenza, sull’autonomia della ricerca, sulla qualità della democrazia e sulla funzione pubblica della conoscenza. Analogamente, il futuro dell’università sarà discusso non soltanto sotto il profilo organizzativo, ma come questione decisiva per la tenuta delle società democratiche e per la difesa del sapere come bene pubblico.

Accanto al programma scientifico internazionale, la Conferenza ospiterà cinque simposi promossi daANP – Associazione Nazionale Presidi, Be for Education Foundation, Fondazione per la Scuola – Compagnia di San Paolo, INDIRE, INVALSI e Banca d’Italia, che metteranno in dialogo ricerca, politiche pubbliche e pratiche educative sui temi più rilevanti per il sistema scolastico italiano.

Il simposio promosso daANPapprofondirà il rapporto tra neuroscienze e didattica, esplorando come le evidenze scientifiche possano tradursi in pratiche di apprendimento realmente significative, capaci di valorizzare motivazione, emozioni, metacognizione e apprendimento cooperativo.

LaBe for Education Foundationpresenterà una riflessione sul benessere della professione di docente a partire dai risultati delle più recenti indagini nazionali e internazionali, affrontando il rapporto tra soddisfazione professionale, complessità del lavoro e condizioni di stress che caratterizzano oggi l’insegnamento.

LaFondazione per la Scuola della Compagnia di San Paoloanalizzerà gli effetti della denatalità sul futuro dei sistemi scolastici, proponendo una riflessione su come il calo demografico possa trasformarsi in un’opportunità per ripensare organizzazione, qualità ed equità della scuola.

Il simposio promosso daINDIREoffrirà una lettura dell’ecosistema dell’istruzione e della formazione alla luce delle trasformazioni demografiche, sociali e tecnologiche, con particolare attenzione ai territori, alla formazione dei docenti, ai nuovi ambienti di apprendimento e all’intelligenza artificiale.

INVALSI e Banca d’Italia, infine, approfondiranno il ruolo degli stereotipi di genere nello sviluppo delle competenze, evidenziando come aspettative culturali e pratiche educative influenzino i percorsi scolastici, le competenze finanziarie e le opportunità di partecipazione democratica delle nuove generazioni.

“La Conferenza nasce dalla convinzione– dichiara Assunta Viterriti, responsabile del comitato scientifico e organizzativo della Conferenza e co-direttrice della rivista Scuola Democratica –che educazione e democrazia debbano essere considerate sempre più come pratiche inseparabili: la prima rende possibile la seconda, mentre la seconda costituisce la condizione perché l’apprendimento sia davvero libero, critico e inclusivo. Vogliamo che questa Conferenza– conclude Viterriti –sia uno spazio internazionale di confronto capace di mettere in dialogo saperi, discipline ed esperienze diverse, per immaginare nuovi modi di abitare le crisi del presente e costruire il futuro dell’educazione.”

Dopo le edizioni del 2019, del 2021 e del 2024, la “IV International Conference di Scuola Democratica” conferma il proprio ruolo come uno dei principali appuntamenti europei dedicati alla ricerca sull’educazione e alle politiche della conoscenza. Per quattro giorni Roma diventerà uno spazio di confronto internazionale nel quale discipline diverse dialogheranno per immaginare come educazione e democrazia possano continuare a rafforzarsi reciprocamente, contribuendo alla costruzione di società più aperte, inclusive, sostenibili e democratiche.

Per maggiori dettagli è possibile consultare il sito web della Conferenza:https://www.scuolademocratica-conference.net/

Info

Prof.ssa Assunta Viteritti

Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche

Sapienza Università di Roma

Responsabile del comitato scientifico e organizzativo della Conferenza e Co-direttrice della rivista Scuola Democratica

assunta.viteritti@uniroma1.it

Ufficio Rettorato

Sapienza Università di Roma


Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma
T(+39) 06 49910035
stampa@uniroma1.it

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Arte, Cultura e SpettacoliLazio

Solidarietà: Roma, tour guidati alla scoperta di Roma e Ostia Antica per sostenere gli ambulatori nella Striscia di Gaza

Roma- (SIR)-Tour guidati alla scoperta di Roma e Ostia Antica a sostegno degli ambulatori di Emergency nella Striscia di Gaza. È l’iniziativa di “Guides for Gaza” che vedrà guide turistiche abilitate impegnatedal 31 ottobre al 2 novembrea ‘guidare’ adulti e famiglie alla scoperta del patrimonio artistico, archeologico e culturale di Roma e Ostia Antica.

Teatro Romano di Ostia

La partecipazione sarà a offerta libera e i proventi saranno interamente devoluti all’Ong fondata nel ‘94 da Gino Strada, per sostenere i presidi medici attivi nella Striscia di Gaza. Un modo, spiegano gli organizzatori riuniti sotto l’egida “Guides for Gaza” per offrire cure gratuite e di qualità alla popolazione stremata da fame, sete e bombardamenti indiscriminati. L’iniziativa raccoglie oltre 100 guide turistiche professioniste della Capitale, che a titolo volontario condurranno le visite. Ricchissimo il calendario degli itinerari in programma. Si parte venerdì 31 Ottobre con il tour Caravaggio, che ripercorre i luoghi frequentati dal pittore Michelangelo Merisi durante il suo soggiorno romano. Il percorso sulla Roma Barocca si dipana da piazza Navona a Fontana di Trevi fino a piazza di Spagna, centro della Roma Ottocentesca. In occasione di Halloween, per le famiglie c’è “Fantasmi”, una passeggiata da brivido nei dintorni di Castel Sant’Angelo.

Fontana di Trevi

Sabato 1 Novembre, sempre per famiglie, da piazza del Popolo partirà la Caccia al tesoro, che proseguirà fra le vie del centro storico. Sulla caccia alle streghe nel ‘400 è invece incentrato l’itinerario Roma Esoterica. Leitmotiv del giorno di Ognissanti sarà soprattutto la civiltà romana. Il tour Colosseo e Celio sarà un viaggio alla scoperta del più grande anfiteatro romano e di uno dei colli meno noti e più suggestivi della città. In più nel Parco degli Acquedotti si terrà un’escursione fra i resti monumentali delle infrastrutture idriche che rifornivano la Regina Aquarum. Domenica 2 Novembre sarà la volta di Ostia Antica, uno dei centri urbani del passato meglio conservati al mondo, con attività per grandi e bambini. A Roma, il tour Foro Romano e Palatino sarà un tuffo nel cuore dell’antichità verso il colle un tempo residenza degli imperatori. Agli amanti dell’archeologia industriale è consigliata la Centrale Montemartini, il primo impianto per la produzione di energia elettrica della città, oggi sede di parte delle Collezioni dei Musei Capitolini. E per finire la camminata nel Quartiere Coppedè, complesso realizzato 100 anni or sono dall’omonimo architetto, ribattezzato il “quartiere delle fate”. Ogni tour è prenotabile via e-mail all’indirizzo isite@guidesforgaza.org o via messaggio al numero Whatsapp 346.37.08.478. Agenzie specializzate nel noleggio di sistemi audio forniranno gratuitamente radio e auricolari ai visitatori. Fra questi Young Tour, Musound, Silence Tour, High Frequency, Saimir Malo, Highlights of Rome Srl, Eko Sound, Listening, Voice.  Guides For Gaza – Roma  Referente: Luisa Delle Fratte +39 3463708478 – Instagram:https://www.instagram.com/guidesforgaza?igsh=MTFoODB1eHp5NWxwNQ== Facebook:https://www.facebook.com/share/1CwNjoxpTA/?mibextid=wwXIfr– Emergency: Enrico Zanetti +39 3394599348 –https://www.emergency.it/progetti/gaza-assistenza-sanitaria

Fonte-Società per l’Informazione Religiosa – S.I.R.

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Lazio

Roma Capitale- On.Svetlana Celli:Domani in Piazza del Campidoglio per la pace a sostegno di Global Sumud Flotilla”

Roma, 5 settembre 2025 – la presidente dell’Assemblea capitolina On.Svetlana Celli: “Domani sarò in Piazza del Campidoglio per la manifestazione a sostegno della Global Sumud Flotilla, impegnata a portare aiuti alla popolazione palestinese. Insieme alle forze politiche che hanno aderito, ai sindacati, alle associazioni e a tanti cittadini, faremo sentire con forza la nostra voce per fermare la barbarie che si sta consumando nella Striscia di Gaza. Roma vuole la pace. È il momento di farsi sentire con responsabilità e determinazione, per chiedere all’Italia e al Governo da che parte stare. Noi siamo dalla parte dei civili innocenti, dei diritti umani, della legalità internazionale”.

On.Svetlana Celli

Così in una nota la presidente dell’Assemblea capitolina On.Svetlana Celli.

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ItaliaLa voce di tutti

Il cardinale Pietro Parolin: allibiti di fronte a quello che sta succedendo a Gaza

Il cardinale Pietro Parolin  a Napoli per aprire la 75.ma Settimana Liturgica Nazionale, rispondendo alle domande dei giornalisti sul bombardamento israeliano di oggi nella Striscia di Gaza, il porporato ha detto che “è un non senso”, lanciando l’allarme sulla situazione umanitaria. E sull’Ucraina ha affermato che è necessario “continuare a lavorare per la pace e la riconciliazione” e che ci vuole “molta politica”

Restiamo allibiti di fronte a quello che sta succedendo a Gaza, e nonostante la condanna del mondo intero”, perché “c’è una coralità da parte di tutti nel condannare quello che sta succedendo”. Lo ha detto il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, a Napoli per la 75.ma Settimana Liturgica Nazionale, rispondendo, a margine della cerimonia di inaugurazione, alle domande dei giornalisti a proposito del bombardamento israeliano, nella Striscia, sull’ospedale Nasser di Khan Younis che ha provocato 20 morti, di cui 5 giornalisti. “È un non senso”, ha aggiunto il porporato osservando che sembra “non ci siano spiragli di soluzione” e “che la situazione diventi sempre più complicata e da un punto di vista umanitario sempre più precaria, con tutte le conseguenze che vediamo continuamente”. A proposito dell’Ucraina, poi, per il cardinale segretario di Stato ci vuole “molta politica, perché di soluzioni a livello teorico ce ne sono tante” e “ci sono tanti percorsi che si possono adire per arrivare alla pace” ma “bisogna volerli mettere in pratica” ed “evidentemente ci vogliono anche delle disposizioni dello spirito”. “C’è bisogno di speranza per tutto il mondo” ha affermato, inoltre, Parolin, sottolineando che il Giubileo indetto da Papa Francesco, dedicato proprio a questo tema, “vorrebbe essere un momento di recupero della speranza”. “Una speranza contro ogni speranza”, ha evidenziato il porporato, per il fatto che “oggi” non ci sono “molti elementi che ci aiutino a sperare soprattutto a livello internazionale”, come si vede “anche in questi giorni” dalla “difficoltà di avviare percorsi di pace nelle situazioni di conflitto”, ma “c’è bisogno di non rassegnarsi” e “di continuare a lavorare per la pace e per la riconciliazione”

Fonte-Vatican News

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Lazio

Civitavecchia unita per il gemellaggio con Gaza City

Giovani Democratici ,oggi Civitavecchia ha parlato con una sola voce.

Tutte le forze della sinistra e del centrosinistra, insieme a movimenti, associazioni e realtà studentesche, hanno scelto di sottoscrivere la proposta dei Giovani Democratici di Civitavecchia per avviare un gemellaggio tra la nostra città e Gaza City.

Civitavecchia unita per il gemellaggio con Gaza City

Dal Partito Democratico a Rifondazione Comunista, da Civitavecchia Popolare, ad Alleanza Verdi e Sinistra, Demos, da Italia Viva al Movimento 5 Stelle, Unione Civica Piendibene Sindaco, Civitavecchia 2000 fino alla Rete Studenti Medi, all’Assemblea dei Giovani e all’ANPI: un fronte ampio e coeso, che ha deciso di mettersi dalla parte della pace, della dignità umana e del popolo palestinese.

Dal porto di Civitavecchia alle coste della Striscia di Gaza, ci unisce la stessa convinzione: nessuna distanza è troppo grande quando a legarci è l’umanità.

È la storia della nostra città che ce lo chiede.

Il gemellaggio che proponiamo non è un semplice atto simbolico, ma un impegno concreto per rafforzare i legami di solidarietà, promuovere iniziative culturali ed educative e dare un segnale forte contro l’indifferenza.

Giovani Democratici di Civitavecchia

A tutte le forze politiche, associative e studentesche che hanno sottoscritto la nostra proposta va il nostro più sincero e sentito ringraziamento, così come all’Amministrazione comunale, che siamo certi non sarà indifferente come tanti ai giorni d’oggi e saprà raccogliere con responsabilità questo importante testimone.

Giovani Democratici di Civitavecchia

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Italia

Papa Francesco: la guerra è cattiva, la guerra distrugge. Tanti bambini innocenti morti

Città del Vaticano– 4 dicembre 2024-A fine udienza generale, Papa Francesco chiede ancora una volta di pregare per la pace per i Paesi colpiti dai conflitti. “La guerra è una sconfitta umana”, afferma, ricordando l’iniziativa dell’episcopato polacco della Giornata di preghiera e aiuto materiale per la Chiesa dell’Est: grazie per le offerte in quei territori, specialmente in Ucraina. In occasione della prima lettura della catechesi in lingua cinese, Francesco invia una benedizione al popolo della Cina

“La guerra è una sconfitta umana… La guerra non risolve i problemi, la guerra è cattiva, la guerra distrugge”

Quasi una litania contro l’orrore dei conflitti che, tra Est-Europa, Medio Oriente, Sud-Est asiatico e Africa, affliggono popoli e nazioni, quella che Francesco recita dal palco di Piazza San Pietro. Alla fine dell’udienza generale di oggi, 4 dicembre, il Papa, terminati i saluti nelle varie lingue, alza lo sguardo dal foglio scritto e guarda la folla di fedeli, chiedendo a tutti di unirsi in una preghiera corale per questo frangente del mondo segnato da violenze che sembrano moltiplicarsi, piuttosto che diminuire.

“Per favore continuiamo a pregare per la pace…”

LEGGI IL TESTO INTEGRALE DELLE PAROLE DI PAPA FRANCESCO

Il pensiero ai bambini, vittime delle guerre

Come ogni mercoledì e ogni domenica all’Angelus, il Pontefice elenca i territori martoriati, a cominciare dall’Ucraina, poi Palestina, Israele, Myanmar. Il pensiero è per le vittime, soprattutto – e qui il volto del Papa diventa scuro – per i bambini: “Tanti innocenti morti”. Secondo l’Unicef, il numero accertato di minori uccisi da attacchi russi in Ucraina è salito a quasi il 40% quest’anno rispetto all’anno scorso; lo stesso organismo Onu qualche mese fa lanciava l’allarme sull’aumento delle vittime civili, tra cui bambini, a causa dell’uso di mine e altri ordigni esplosivi usati dalle differenti parti nell’escalation in Myanmar. Si parla invece di oltre 3 mila bambini, anche sotto i cinque anni, uccisi nella Striscia di Gaza.

“Tanti bambini morti, tanti innocenti morti. Preghiamo perché il Signore ci faccia arrivare alla pace. Preghiamo sempre per la pace”

La Giornata di preghiera e aiuto materiale per la Chiesa dell’Est

Un pensiero all’Ucraina, Papa Francesco l’aveva espresso poco prima durante il saluto ai fedeli polacchi, durante il quale ha ricordato la celebrazione, domenica prossima, 8 dicembre, della XXV Giornata della preghiera e dell’aiuto materiale per la Chiesa dell’Est. benedicendo Si tratta dell’iniziativa dell’episcopato polacco, attiva da ben 24 anni, che, in collaborazione con enti, parrocchie, congregazioni, comunità o donatori individuali organizza e invia numerosi aiuti umanitari per sostenere sia i profughi di guerra che risiedono in Polonia, sia le persone che vivono nei territori colpiti dagli effetti di guerre.

Ringrazio tutti coloro che sostengono con la preghiera e le offerte la Chiesa in quei territori, specialmente in Ucraina, martoriata dalla guerra. Vi benedico di cuore!

La lettura in cinese della sintesi della catechesi

Una benedizione speciale Papa Francesco l’ha inviata pure al popolo cinese, in occasione dell’avvio per la prima volta della lettura della sintesi della catechesi del mercoledì in lingua cinese. Al termine della lettura da parte della traduttrice, e guardando al gruppo di ragazzi e ragazze provenienti dalla Cina, in prima fila in Piazza San Pietro, il Pontefice ha inviato un suo saluto al grande Paese orientale verso il quale da sempre ha ribadito stima e affetto.

“Desidero rivolgere il mio cordiale saluto alle persone di lingua cinese qui presenti e a quelle collegate tramite i mezzi di comunicazione. Su tutti voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace. Che Dio vi benedica!”

Articolo diSalvatore Cernuzio – Fonte Vatican News

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LazioMondo

Città del Vaticano – Le Nazioni Unite tornano a lanciare l’allarme: a Gaza in mezzo milione ridotti alla fame

Città del Vaticano –Gaza– Le Nazioni Unite tonano a lanciare l’allarme sulla grave situazione umanitaria nella Striscia di Gaza. Negli ultimi 40 giorni tutti i tentativi di far giungere aiuti umanitari agli oltre settantamila sfollati nelle località settentrionali di Beit Hanoun, Beit Lahia e Jabalia sono stati respinti o ostacolati dalle forze di difesa israeliane. Una misura di isolamento che ha portato alla chiusura delle poche panetterie e cucine che funzionavano nei campi profughi. “Ormai c’è almeno mezzo milione di persone che sta letteralmente morendo di fame nella Striscia di Gaza – spiega Francesco Petrelli policy advisor per sicurezza alimentare di Oxfam Italia – e la decisione israeliana di mettere al bando l’Unrwa ha certamente compromesso la capacità della comunità internazionale di fornire aiuti umanitari”.

GAZA

Guerre e crisi alimentari

Ma quello che sta accadendo a Gaza è solo un tassello di quanto avviene in molte parti del mondo, in cui esistono conflitti che non godono di visibilità mediatica. Basti pensare al Sudan dove una grave carestia minaccia la sopravvivenza di oltre 750mila persone. “Il nesso diretto tra guerre e crisi alimentari a livello globale non è più in discussione,” – spiega Petrelli parlando con i media vaticani – “anche perché il 90% degli oltre 281,6 milioni di persone afflitte da malnutrizione acuta nel mondo si trova in aree di conflitto”. Le stime pubblicate da Oxfam parlano di circa 7mila persone che ogni giorno muoiono di fame nei paesi in guerra. “In molti dei Paesi in conflitto,” – insiste Petrelli – “la fame viene sempre più spesso usata come arma di guerra”.

SUDAN

Il fattore clima e migrazioni

Un ulteriore elemento, che incide sull’insicurezza alimentare delle popolazioni e allo stesso tempo acuisce le situazioni di conflitto, riguarda il fenomeno dello sfollamento forzato, che oggi riguarda almeno 117milioni di persone. Alla base di questi fenomeni di mobilità umana ci sono anche i fenomeni legati ai cambiamenti climatici.
“La diseguaglianza nelle emissioni di carbonio uccide! E non è una metafora, è la realtà.” – prosegue Francesco Petrelli – “Rileviamo situazioni grottesche per cui l’un per cento più ricco del pianeta produce la stessa quota di CO2 prodotta dai due terzi dell’umanità”. Un tema quest’ultimo particolarmente sensibile se si pensa all’ultima Cop29 di Baku, in Azerbaijan, e alla mancanza di misure concrete messe in campo dai governi. “Per nascondere le inadempienze dei governi e delle istituzioni internazionali – conclude Petrelli – si agisce contro chi continua a denunciare le cause all’origine delle emergenze umanitarie”.

Yemen

Operatori umanitari in pericolo

Una situazione denunciata anche dalle Nazioni unite dopo la diffusione dei dati dell’Aid Worker Security Database: il 2024 è stato l’anno più letale mai registrato per gli operatori umanitari. Sono 281 quelli che hanno perso la vita mentre erano impegnati in operazioni di soccorso alla popolazione civile. “Gli Stati e le parti in conflitto devono perseguire i responsabili di questi crimini e porre fine a questa era d’impunità” ha dichiarato Tom Fletcher, neo-sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari e coordinatore delle emergenze.

Articolo di Stefano Leszczynski – Fonte Vatican News

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Mondo

Il Consiglio di Chiese cristiane degli Stati Uniti interviene sulla guerra in Medio Oriente

IlConsiglio Nazionale delle Chiese di Cristo negli Stati Unitinella propria periodica riunione si è trovato a ragionare anche sulle vicende inMedio Oriente.Il Consiglio, si legge in una nota, «ha ricevuto l’annuncio della sentenza della Corte Internazionale di Giustizia (Icj), che ordina a Israele di adottare misure per prevenire il genocidio nella sua guerra contro Hamas e di garantire la fornitura di aiuti umanitari ai palestinesi in Gaza, con apprezzamento pieno di angoscia e profonda preoccupazione. Apprezzamento per il riconoscimento da parte di questa massima corte delle Nazioni Unite (ONU) dei pericoli che potrebbero derivare dalle ostilità; preoccupazione che la Corte non abbia richiesto un cessate il fuoco immediato, nonostante il crescente allarme nella comunità internazionale per il deterioramento della situazione a Gaza». Il riferimento è allanota sentenza della Corte Internazionaleemessa venerdì 28 gennaio nel caso Sud Africa contro Israele.

«Alla luce di ciò che molti, incluso il Consiglio di chiese cristiane, considerano la risposta militare sproporzionata di Israele dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre, che ha portato all’uccisione di più di 1.200 israeliani insieme alla cattura di più di 240 ostaggi, ci siamo costantemente espressi, da soli e con i partner, contro questi atti. Continuiamo a chiedere il rilascio immediato degli ostaggi. Tuttavia, è devastante che tra la popolazione palestinese di Gaza si siano verificati più di 27.000 morti, migliaia dei quali bambini. L’obiettivo legittimo di sradicare la leadership di Hamas per prevenire un altro attacco a sorpresa non giustifica il massacro di innocenti» prosegue la nota.

L’NccUsa ha chiesto a più riprese un cessate il fuoco, la fine delle uccisioni, della migrazione forzata e la limitazione dell’accesso agli aiuti umanitari. «Temiamo che questi atti possano equivalere ad una pulizia etnica e possano addirittura essere un genocidio, se non nelle intenzioni, almeno nei risultati».

«Siamo seriamente preoccupati per la perdita di vite umane, l’escalation di violenza in tutto il Medio Oriente, gli ostaggi ancora detenuti e l’aggravarsi della crisi umanitaria. Proprio come ricordiamo le orribili atrocità del passato, dobbiamo riconoscere la devastazione che si sta verificando a Gaza proprio ora», ha dichiarato la presidente esegretaria generaledell’ Ncc, la vescovaVashti Murphy McKenzie.

«Incoraggiamo gli sforzi di collaborazione che riflettono un’adeguata gestione delle risorse e ci uniamo ad organizzazioni che la pensano allo stesso modo per sostenere la pace a Gaza e in tutta la nostra famiglia globale. Questa guerra non può diffondersi a livello globale. Deve esserci un cessate il fuoco», ha affermato la vescovaTeresa E. Snorton, Presidente del consiglio di amministrazione dell’Ncc.

Il Consiglio nazionale di chiese cristiane statunitensi sta conducendo un grande sforzo lungo tutto il mese di febbraio, l’iniziativa “Pilgrimage for Peace” “Pellegrinaggio per la Pace”, per invitare il governo degli Stati Uniti a sfruttare la sua influenza per raggiungere lo stesso fine. L’Ncc si sta unendo conFaith for Black Lives, Rabbis for Ceasefire, Hindus for Human Rights, Pennsylvania Chapter del Council on American-Islamic Relations (CAIR-Philadelphia), Rainbow/PUSH Coalition, Black Church Center for Justice and Equality, Until Freedom, Kairos Center, Freedom Church of the Poore altri per un viaggio di trasformazione e giustizia, a piedi dall’Independence Hall di Filadelfia, Pennsylvania, alla Casa Bianca a Washington, dal 14 al 21 febbraio.

«L’Ncc piange le vite perse da entrambe le parti e durante la tragedia in corso a Gaza. Continueremo a vigilare, pregare e incoraggiare i nostri partner a muoversi con urgenza per dare priorità alla fine di questa guerra» chiude il comunicato.

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Mondo

100 giorni di guerra a Gaza

100 giorni di guerra a Gaza– Dopo 100 giorni di guerra a Gaza, laFederazione luterana mondiale(Flm), si dice «profondamente preoccupata perché non vede soluzioni all’orizzonte. Il tributo in vite umane e sofferenze è immenso. Dal 7 ottobre sono morte più di 25.000 persone e decine di migliaia sono rimaste ferite. Quasi 2 milioni di persone, l’85% della popolazione di Gaza, sono sfollate e circa il 45% delle case di Gaza sono oggi distrutte. A Gaza sono ancora detenuti oltre 150 ostaggi israeliani. L’aumento della violenza in Cisgiordania e in altre parti dei Territori palestinesi ha portato a un generale deterioramento della situazione in tutta la regione».

La Flm, inoltre, è altresì allarmata per «l’acuirsi di fenomeni che vedono proliferare discorsi d’odio, atteggiamenti antisemiti e islamofobici e narrazioni disumanizzanti sui palestinesi. Il costo umano di questa guerra è insopportabile, e la situazione umanitaria continua a peggiorare. L’impatto dei combattimenti sulle persone e sulle infrastrutture, comprese le case, gli ospedali, le scuole, strade e infrastrutture pubbliche, luoghi di culto è sconcertante. La Comunità Internazionale non è riuscita a garantire un cessate il fuoco (che sia a lungo termine) e a trovare una via verso una soluzione. Milioni di persone in tutto il mondo, inclusi politici, attivisti e leader ecclesiali, hanno formulato un appello collettivo per un cessate il fuoco immediato, il rilascio degli ostaggi, il libero accesso umanitario, il rispetto del diritto internazionale umanitario e l’auspicio per una soluzione pacifica. Appello ampiamente ignorato sia da Israele, sia da Hamas.

Altri cento giorni di guerra porterebbero a sofferenze inimmaginabili – prosegue la Flm -. È giunto il momento di arrivare a un cessate il fuoco, che possa portare a una pace giusta. Il costo del protrarsi delle ostilità è inaccettabile per tutti».

La Flm, infine «esorta fortemente la comunità internazionale e le altre parti interessate a lavorare vigorosamente per una soluzione duratura all’attuale guerra e al conflitto decennale tra Israele e Palestina. La soluzione dei due Stati è l’unica strada percorribile verso una coesistenza pacifica tra Israele e Palestina, dove le differenze possano essere risolte attraverso la diplomazia e non con la violenza, il diritto internazionale sia rispettato e le persone possano vivere insieme in pace».

La Federazione luterana mondiale (Flm) è una Comunione mondiale composta da 150 chiese di tradizione luterana, che rappresentano oltre 77,5 milioni di cristiani in 99 paesi. La Flm agisce per conto delle sue chiese membro nei settori delle relazioni ecumeniche e interreligiose, della teologia, dell’assistenza umanitaria, dei diritti umani, della comunicazione e dei vari aspetti della missione e dello sviluppo.

Foto dihosny salahdaPixabay

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Mondo

A Gaza definire la situazione disastrosa non è sufficiente. È qualcosa di assolutamente inimmaginabile.

Manca tutto, aGazanon c’è posto: non c’è posto per le persone. In quasi 2 milioni sono racchiusi in un fazzoletto di terra e fisicamente non c’è posto per mettere una tenda, dei teli di plastica dove potersi riparare.

Manca tutto il resto. Mancano l’acqua, il cibo, le cose essenziali. Iprezzi sono alle stellequindi quelle poche cose che si riescono a trovare sono inaccessibili per la popolazione locale.

È crollato tutto il sistema di assistenza primaria.Si muore di diarrea, si muore di una semplice bronchite. Non c’è modo di curare tutte queste persone perché mancano gli spazi per poterlo fare, non sappiamo dove poter mettere una clinica perché non troviamo un fazzoletto di terra dove farlo.

Al tempo stesso, il numero di persone in relazione aipochissimi aiutiche riescono a entrare sono assolutamente improponibili. 100 camion al giorno non possono soddisfare le esigenze di 2 milioni di persone che hanno dovuto lasciare le loro case senza portare via nulla con sè.

Per cui questo è quello che stiamo vedendo in questo momento. Non è immaginabile.Non era prevedibile.

Ospedali evacuati perché troppo pericoloso

Abbiamo deciso dievacuare l’ospedale di al-Aqsaperché la situazione stava diventandotroppo pericolosaper il personale che veniva a lavorare. Per due giorni consecutivi icecchinihanno sparato a medici e infermieri che stavano venendo verso l’ospedale. Fortunatamente nessuno è stato colpito.

Negli stessi giorni unproiettileè arrivato all’interno dell’ospedale, nella terapia intensiva, si è infilato nel muro. Fortunatamente nessuno stava passando in quel momento.

Infine, due giorni fa unordine di evacuazioneè arrivato per l’area di fronte a dove ci trovavamo noi, a 50 metri dall’ospedale. La situazione a questo punto era troppo pericolosa e a malincuore abbiamo dovuto decidere di evacuare l’ospedale interrompendo le attività che stavamo facendo.

Il senso di impotenza

Quello che stiamo vedendo in questo momento è un qualcosa di assolutamente inimmaginabile.Nessuno a priori avrebbe pensato di potersi trovare di fronte a una situazione così.

Una situazione in cui non si permette agli aiuti di arrivare dove c’è bisogno. Le persone qui muoiono anche perché non hanno quegli aiuti che sarebbero tranquillamente disponibili, manon è permesso l’ingresso.

Direi che la parola che meglio descrive come mi sento in questo momento è “impotente”. Mi sento impotente come si sentono tutti quelli che in questo momento sono qui per cercare di supportare la popolazione.

Non siamo in grado di fare quello che potremmo fare perché la situazione è insicura, perché non c’è lo spazio per poter lavorare e perché gli aiuti che sono necessari non sono disponibili. Sarebbero disponibili, ma si trovano ancora aldilà della frontiera perché non possono entrare. Questo è il rammarico più grande.Si potrebbe aiutare queste persone ma non ci è permesso e questo è estremamente frustrante.

fonteMedici Senza Frontiere

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ItaliaLazio

Leonardo, Barbera (Prc): “Un plauso al Vaticano per aver rifiutato denaro da chi produce strumenti di morte”

Roma 12 gnnaio 2024-“Un plauso al Vaticano e ai vertici dell’Ospedale Bambin Gesù, per aver rifiutato  una donazione di un milione e mezzo di euro da chi produce ed esporta strumenti di morte. Un gesto di estrema coerenza che chiunque abbia a cuore la Pace, quella con la P maiuscola, e l’art.11 della nostra Costituzione non può che apprezzare. Rifiutare una  donazione di un milione e mezzo di euro  non è cosa da poco. Le argomentazioni di Leonardo secondo le quali in tutti i teatri di guerra non sono presenti  sistemi offensivi prodotti dalla loro azienda lascia molto perplessi, visto che autorevoli commentatori, sulla base di documenti ufficiali, come la relazione del PCM sull’export militare, hanno già chiesto conto a Leonardo dei pagamenti di svariati milioni di euro ricevuti dal governo israeliano. D’altronde i rapporti di Leonardo con Israele in campo militare, ma non solo, sono ben noti da tempo. Rapporti che andrebbero immediatamente recisi visto il massacro della popolazione civile palestinese. Auspichiamo che il nobile gesto del Vaticano e dei vertici dell’Ospedale Bambin Gesù spinga anche altre realtà a recidere rapporti di collaborazione con chi produce e vende armi, alimentando guerre e povertà nel mondo, e con chi si macchia di crimini di guerra, come quelli che stanno avvenendo, nell’indifferenza dei governi occidentali, nella striscia di Gaza”. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico nazionale di Rifondazione Comunista.

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Lazio

Ladispoli – Cerveteri (Roma) – Incontro con ANPI: “Fermate la strage a Gaza!”

Si svolgerà il 19 gennaio 2024 alle ore 18 presso il Centro Culturale Adelante di Via Rimini 10 a Ladispoli l’incontro con l’ANPIdal titolo “Fermate la strage! La situazione umanitaria a Gaza”.

Interverranno: Fabrizio De Sanctis – ANPI Nazionale, Youssef Salman – Associazione Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese, Vera Pegna – attivista e scrittrice, Modera Angelo Colone – presidente della sez. ANPI Ladispoli – Cerveteri, Eventuali domande dei presenti ai relatori. La sezione ANPI di Ladispoli e Cerveteri “Domenico Santi” organizza un incontro per aggiornare i cittadini sulla situazione umanitaria a Gaza e chiedere, anche nel nostro piccolo, che cessi il massacro di civili “Ribadendo la ferma condanna per l’azione criminale di Hamas – si legge nella nota diffusa – già espressa dai nostri organismi a tutti i livelli fin dai fatti dell’8 ottobre scorso, non possiamo che condividere anche la ferma condanna della spropositata punizione collettiva messa in atto nei confronti dell’intero popolo palestinese, incompatibile con qualsiasi richiamo al diritto di difesa dello Stato di Israele, con i diritti umani, con le norme del diritto internazionale e con le stesse leggi internazionali di guerra.

Accogliendo l’invito espresso dalla presidenza del provinciale di Roma aderiamo alla campagna SOS GAZA, per la raccolta di fondi da destinare alla Mezzaluna Rossa palestinese per la quale ci adopereremo. È invitata la cittadinanza, le forze politiche e sindacali e le associazioni del territorio.

Per chi volesse versare autonomamente la propria offerta ci sono 3 modalità sotto descritte, altrimenti è possibile versare l’offerta direttamente il 19 all’iniziativa.

Il direttivo della sezione ANPI di Ladispoli e Cerveteri “Domenico Santi”

  1. BOLLETTINO di conto corrente postale n. 62237201 intestato alla: Associazione Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese, con la causale “SOS GAZA”

2- Postagiro online dal proprio conto Bancoposta al conto Bancoposta n. 62237201

3- Bonifico bancario, dalla propria banca, specificando il codice IBAN: IT69D0760103200000062237201

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ItaliaLa voce di tutti

Lettera aperta al presidente Sergio Mattarella

Signor PresidenteSergio Mattarella, noi sottoscritti cittadini e cittadine Suoi connazionali, impegnati nel mondo della cultura, dell’insegnamento, dell’associazionismo, ci permettiamo di ricordarLe la situazione in atto in Palestina: circa 30.000 vittime civili a Gaza, senza contare i presumibili 10.000 sotto le macerie. 70.000 feriti che non possono essere adeguatamente curati in ospedali distrutti da Israele.

1000 bambini che hanno perso uno o entrambi gli arti inferiori o superiori. 90% degli edifici rasi al suolo: “ non è rimasto brandello di muro”, dichiarano i pochi osservatori ONU rimasti sul campo.

Un’economia, una società, un paesaggio annichilati. Oltre 2milioni di persone sono senza un tetto, né acqua, né cibo, né medicinali, né carburanti, e sono spinte dall’esercito israeliano in una piccola sacca a Gaza sud, che peraltro continua ad essere bombardata. Intanto si susseguono dichiarazioni di governanti israeliani sulla necessità di espellere dal territorio di Gaza i palestinesi sopravvissuti, e sul progetto di ricolonizzazione di Gaza da parte dei coloni israeliani, mentre addirittura si pubblicano annunci di lussuosi villaggi turistici da costruire sulle macerie e sui corpi insepolti della popolazione palestinese.

In Cisgiordania (secondo l’ONU, “Territori Occupati”) gli oltre 700.000 coloni israeliani, che hanno occupato illegalmente il territorio e rendono molto problematica, per non dire impossibile, la soluzione “due popoli, due Stati”, spalleggiati dall’esercito di Israele attaccano quotidianamente e uccidono i contadini palestinesi, compresi donne, anziani, adolescenti.

Israele ha ucciso 138 funzionari dell’ONU e continua a bombardare i convogli dell’agenzia per i rifugiati dell’ONU. Colpisce le ambulanze che trasportano i feriti. Cattura, e umilia denudandoli e ingiuriandoli, centinaia di cittadini colpevoli semplicemente di essere palestinesi. Israele ha trucidato un centinaio di giornalisti e fotografi nell’esercizio del loro lavoro.

Il segretario generale dell’ONU Guterres ha denunciato ripetutamente la “catastrofe umanitaria”, l’Assemblea generale dell’ONU approva la risoluzione che chiede l’immediato cessate il fuoco.

Alcuni stati, come il Sudafrica deferiscono Israele alla Corte penale internazionale per violazione del diritto internazionale e del diritto umanitario e di fronte alla Corte internazionale di giustizia per genocidio. Migliaia chiedono alla Corte penale internazionale di arrestare, giudicare e condannare Netanyahu e la cupola politico- militare israeliana per questi motivi. Altri Paesi della UE annunciano varie azioni contro Israele, mentre il nostro governo appare silente o complice dei crimini in corso.

Quando l’Armata Rossa sovietica liberò Auschwitz il 27 gennaio 1945 e vennero alla luce gli orrori della Shoah, alcuni giustificarono il loro silenzio e la loro inazione dicendo di ignorare cosa stesse accadendo nei lager nazisti.

Oggi assistiamo in diretta alla pulizia etnica e all’olocausto del popolo palestinese. Nessuno può dire “non so”.

È per noi grave che Ella nel Suo messaggio riduca il genocidio in corso a “un’azione militare  che provoca anche migliaia di vittime civili e costringe, a Gaza, moltitudini di persone ad abbandonare le proprie case, respinti da tutti”.

Nient’altro.

Ella, Signor Presidente, avrebbe potuto, e riteniamo dovuto, riprendere le dichiarazioni del segretario dell’Onu, le risoluzioni dell’Assemblea generale e levare una voce per l’immediato cessate il fuoco in Palestina. Come anche alcuni leader europei hanno chiesto. Ella, invece, ha taciuto, Signor Presidente.

Nelle sue parole il genocidio del popolo palestinese in corso (è la definizione dello storico israeliano Ilan Pappé, costretto ad abbandonare il suo paese e la sua università per le minacce di cui è stato oggetto) è stato ridotto alla reazione israeliana “che provoca anche migliaia di vittime civili”.

Durante la Resistenza antifascista i massacri operati dai nazifascisti si chiamavano “rappresaglia”; alle Fosse Ardeatine i nazisti applicarono la formula del “10 italiani per un tedesco”.

La rappresaglia di Israele (se di rappresaglia si può parlare e non di un piano preordinato di svuotare Gaza della popolazione palestinese e riportarla sotto il diretto controllo israeliano) supera di molto il criterio nazista delle Fosse Ardeatine.

Tra l’altro, Ella evita di dare un nome al popolo vittima del massacro: nel Suo discorso sono “moltitudini di persone”. NO, non sono “moltitudini”, “volgo disperso che nome non ha”: è il popolo palestinese che subisce da 75 anni l’occupazione di Israele, è il popolo che si oppone e resiste all’occupazione, come fecero i nostri patrioti nel Risorgimento e i partigiani nella Resistenza antinazifascista italiana.

Ella dice che i giovani vanno educati alla pace, ma non si educa se non si compie un’operazione di verità, e la verità non è solo non dire il falso, ma dare un quadro completo delle cose.

Il Suo discorso – un discorso ufficiale, a reti televisive unificate a tutto il Paese – per quel che dice e per quello che NON dice, viola i principi cui pure Ella dichiara di ispirarsi, non educa alla verità, né alla giustizia, in difesa morale di ogni popolo oppresso.

La parte del Suo discorso dedicata al conflitto in Medio Oriente è in definitiva schiacciata sulla politica bellicistica e disumana del governo di Israele, che annuncia un 2024 di guerra.

Legando mani e piedi il nostro Paese alla politica oltranzista di Israele, Ella rompe con quella politica mediterranea di apertura ed equilibrio con i paesi arabi e di riconoscimento delle ragioni del popolo palestinese, promossa tra gli anni Sessanta e Ottanta del secolo scorso da statisti come Moro, Andreotti, Craxi, o da un sindaco eccezionale testimone di pace e costruttore di ponti fra i popoli, come Giorgio La Pira.

Il Suo discorso, Signor Presidente, non è solo un inaccettabile silenzio sul genocidio palestinese in corso, è anche un tradimento della storia italiana, e un colpo ai nostri interessi nazionali. Ebbene, in piena coscienza, e con il massimo rispetto per la carica che Ella riveste, noi sottoscritti ci permettiamo di osservare e di comunicarLe che Ella ha parlato non in nostro nome.

Angelo d’Orsi, Storico e giornalista, già Ordinario Univ. Di Torino – Direttore “Historia Magistra” e “Gramsciana”

Fabio Marcelli, Roma, dirigente di ricerca, Istituto di studi giuridici internazionali CNR

Andrea Catone, Bari, direttore editoriale edizioni MarxVentuno

per aderire a questa lettera aperta scrivere a italiapalestina2024@gmail.com indicando nome, città, attività.

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Mondo

Consiglio ecumenico delle chiese: stop immediato alle brutalità a Gaza

Il Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) ha diramato l’ennesima dichiarazione in cui chiede lacessazione immediata delle brutalità a Gaza. Ne riportiamo la traduzione integrale.

Mentre un anno di eccezionale e crescente conflitto è terminato, e mentre preghiamo per la pace per tutti nel 2024, «questa prospettiva sembra più remota che mai per la popolazione sofferente e traumatizzata di Gaza», così afferma il Segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec), pastoreJerry Pillay.

Dopo gli scioccanti attacchi del 7 ottobrenel sud di Israele, in cui i militanti di Hamas hanno ucciso 1.200 persone – per lo più civili – e preso in ostaggio altre 240, la risposta militare israeliana a Gaza è diventata indistinguibile da una guerra non solo contro Hamas ma contro tutta la popolazione civile del territorio.

A Gaza, sono almeno 21.500 i morti, quasi 56.000 i feriti, e la sconcertante cifra di 1,9 milioni di persone – più dell’80% del totale – è stata sfollata.

«La maggior parte delle infrastrutture civili è stata distrutta o danneggiata, e servizi essenziali come assistenza sanitaria, istruzione e sistemi di protezione sono al collasso – prosegue Pillay – Le conseguenze umanitarie sono incalcolabili e aumentano ogni giorno che il conflitto si prolunga».

«Le forze israeliane che in questo momento avanzano verso i campi profughi nel centro di Gaza hanno costretto alla fuga circa altri 150.000 palestinesi, ma nessuna parte del territorio può essere considerata un rifugio sicuro per loro» osserva Pillay.

«L’impatto sui bambini e sulle famiglie nella regione è particolarmente grave.Più di 8.600 bambini sono stati uccisi e migliaia di altri sono rimasti orfani o feriti. Le loro case sono state distrutte, le loro famiglie sfollate e separate. Manca loro l’accesso ad acqua, cibo, assistenza sanitaria, istruzione. Inoltre, stanno vivendo esperienze straordinariamente traumatiche, che impatteranno sulla loro salute mentale e su quella delle generazioni successive» sottolinea Pillay.

Nel frattempo, mascherata dalla travolgente crisi di Gaza,anche la violenza contro i palestinesi in Cisgiordania è in aumento. «Nel periodo da gennaio a ottobre 2023 si era registrato il maggior numero di attacchi da parte di forze di sicurezza e coloni israeliani ai danni di palestinesi dai primi dati raccolti dall’UN nel 2005. La situazione è peggiorata rapidamente dopo il 7 ottobre». Un recente rapporto delle Nazioni Unite documenta l’uccisione di 300 palestinesi – tra cui più di 50 bambini – da parte di forze di sicurezza e coloni israeliani a seguito degli attacchi di Hamas.

Pillay esorta la cessazione immediata di questa brutale violenza, «che non può assolutamente portare pace e sicurezza né agli israeliani né ai palestinesi, ma solo a ulteriore violenza e spargimento di sangue».

E aggiunge: «Deve esserci una risposta di emergenza globale alla catastrofe umanitariache affligge il popolo di Gaza. E deve esserci – come fondamento essenziale per qualsiasi futura pace sostenibile nella regione – la piena presa di responsabilità per i crimini commessi dalle forze armate e dai coloni israeliani così come dai militanti di Hamas».

«All’alba del nuovo anno – conclude Pillay – preghiamo affinché tutti coloro che attualmente perpetrano violenza e brutalità si discostino da questo percorso autodistruttivo e scelgano la via del dialogo, della giustizia e della pace. Preghiamo affinché la popolazione della regione venga liberata dalle sofferenze imposte loro dalla violenza vendicativa e dall’occupazione illegale. E preghiamo per la pace nella terra natale di Cristo, una pace fondata sulla giustizia e sul rispetto dei diritti umani di tutti: israeliani e palestinesi, ebrei, musulmani e cristiani, ugualmente».

Fonte- Nev – Notizie evangeliche

Foto Paul Jeffrey/Life on Earth – tratta da https://www.oikoumene.org/news/wcc-calls-for-immediate-end-to-brutal-violence-in-gaza

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