giovedì, Gennaio 27, 2022
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Raimondo Etro, perchè invitarlo in trasmissione?

raimondo etro

“Raimondo Etro, responsabile della strage di Via Fani e del sequestro di Aldo Moro, non può essere definito ex brigatista. Brigatista era e brigatista rimane! Chi si sporca le mani del sangue di innocenti non deve avere alcuna ribalta, nessuna ospitata, nessuna visibilità. L’arroganza, la volgarità e la maleducazione di questo soggetto e le sue orrende affermazioni, fanno comprendere ancor di più che non è affatto cambiato. Mi auguro che non lo si veda più in tv. L’errore lo commette chi gli ha dato spazio e modo di offendere le vittime, offendere noi tutti”.

Questo è solo uno dei tanti commenti che hanno attraversato i social a seguito dell’ultima puntata di Non è l’Arena di Massimo Giletti, nel corso della quale è stato ospitato l’ex brigatista Raimondo Etro.

Rivolgendosi a Daniela Santanchè, Etro l’ha apostrofata: “Volete la parità dei sessi e poi vi offendete perché uno vi dice zo***la”. In riferimento al suo passato da brigatista ha affermato: “preferisco le mani sporche di sangue che di acqua come Ponzio Pilato, come gente che nella vita non c’ha mai provato”. Invitato a scusarsi, ha risposto ricorrendo al turpiloquio ed è stato cacciato dal programma.

Invitare un brigatista in trasmissione per fare ascolti è stato visto da molti come una mancanza di rispetto nei confronti delle vittime e dei familiari di quei martiri uccisi da fanatici assassini consapevoli dei loro crimini e quasi mai pentiti, se non per ottenere benefici.

“Ignobili – ha tuonato Giorgia Meloni su Facebook – le parole pronunciate dall’ex terrorista Raimondo Etro (già percettore di reddito di cittadinanza) a Non è l’Arena. Uno spettacolo indecente, con offese vergognose rivolte a Rachele MussoliniDaniela Santanchè e a tutte le vittime del terrorismo degli anni ‘70. Bravo Massimo Giletti ad averlo cacciato dallo studio!”

Di seguito, però, non sono stati pochi i commenti relativi all’opportunità di invitarlo in trasmissione.

A seguito della cacciata dallo studio di Etro, Giletti è stato minacciato di morte durante la pubblicità. “Ti devono sparare in bocca”, gli hanno scritto. 

Se da un lato è vero che chi ha pagato deve potersi rifare una vita, dall’altro ci deve essere però un reale pentimento e comunque vanno rispettate le vittime ed i loro familiari.

Inoltre c’è da notare come, mentre si avalla la presenza in tv di certi personaggi, appartenenti alla sinistra estremista e per di più macchiatisi di efferati crimini, scattano odio e violenza, proteste e manifestazioni quando devono parlare personaggi regolarmente eletti, siano essi rappresentanti di partito, di istituto, o universitari che non appartengono ad un certo definito schieramento.

Tralasciando i vari Salvini o Meloni, parliamo del giovane e brillante universitario della Sapienza regolarmente eletto dagli stessi universitari, contestato dalla sinistra perché insignito a tenere il discorso in occasione della laurea “Honoris Causa” alla Senatrice Segre.

Le assurde minacce criminali che sono state rivolte a Massimo Giletti devono far riflettere. I criminali, specialmente quelli ideologizzati, difficilmente si redimono ma spesso continuano ad ingenerare odio. Perchè dar loro spazio?

Ettore Lembo

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