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San Benedetto, il Tronto e le barche: le citazioni nella letteratura

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San Benedetto, il Tronto e le barche: le citazioni nella letteratura

San Benedetto, la spiaggia, le barche e il Tronto. Sono più di quel che si pensa i letterati, poeti e scrittori che hanno parlato della città o di elementi legati ad essa. A volte si tratta di menzioni geografiche, altre volte di descrizioni spesso positive di ciò che i “visitatori” illustri avevano osservato. In diversi ci hanno chiesto una specie di summa di questo genere di citazioni. Per questo le riportiamo in maniera completa rimandando al link dell’articolo che spiega il contesto della citazione, raggiungibile cliccando sul nome del personaggio. Partiamo da quelle più recenti:

QUANDO D’ANNUNZIO SI COMMOSSE GUARDANDO PORTO D’ASCOLI – ANNO 1916

“Avevo cominciato a tremare di lei lontano, come se il Tronto fosse l’orlo della sua vesta”. Il poeta vede o immagina carri, buoi il mare verde e azzurro, la sabbia, le fabbriche, gli uomini , le vanghe , le viti “ma all’improvviso, porto d’Ascoli, in una insenatura delle colline modeste, appare la montagna grande. Cilestrina, aerea, nivale, confusa con le nuvole fulgide, mi rapisce nella sua bellezza taciturna”.

LA POESIA DI GIUSEPPE SACCONI: “CANZONE A SAN BENEDETTO DEL TRONTO- ANNO 1905

Sambenedetto, quando il semilunio

suscita a fior dell’onda che s’annera

un gran formicolio di serpentelli;

Sambenedetto, quando vien la sera

e vengono le donne sul nettunio

lido i capelli

raccolti su a testa

fino ai ginocchi succinta vesta

i piedi scalzi a immergere nel flutto;

ed una barca tirata all’asciutto

cantano poi, sedute su le sponda

in lunga fila

mezzo tra luce ed ombra

e il canto s’alza mentre che già tutto,

anche il mare, s’addorme su la riva

una letizia vergine, un sopore

dolce m’inebria il cuore

come un profumo di selvagge rose

Quando silenziose,

ad una a una, circa mezzanotte.

dalle compagne ferme all’ancoraggio

salpando verso il buio che le

inghiotte,

verso le solitudini pescose,

le lancette gemelle adagio adagio

apron la vela: anche l’anima varca

dietro a ciascuna barca

spinta dai sogni incontro alla

speranza.

IGNORANTI MA AUDACI: I PESCATORI SAMBENEDETTESI PER JACK LA BOLINA- ANNO 1899

“La miseria morale e materiale dei nostri pescatori (la quale è appena superata dalla loro ignoranza), vietando loro di esercitare l’industria lontano dalla costa, e mal persuadendoli a rastrellare incessantemente gli stessi luoghi perturbandovi la riproduzione di pesci, è stata la cagione per cui è andata dietro i loro lamenti, radicando l’idea che il nostro mare non sia pescoso… Vi sono poi al largo pesci mangerecci dimoranti in acqua profonde… tali sono alcuni merluzzi di gran mole riscontrati dal Figlioli in Adriatico e di cui qualche raro esemplare, incappa, a mia notizia nelle reti dei pescatori di San Benedetto del Tronto audaci tra gli audaci, ignorantissimi tra gli ignoranti. E’ lecito trattarli cosi duramente ad un loro comprovinciale. Ben castiga chi ben ama”.

ANDRE GIDE E IL MARE DI SETTEMBRE- ANNO 1896

 “Eravamo al principio di settembre, speravo di avere davanti a me un’intera stagione di bagni di mare nell’Adriatico e restai molto deluso quando arrivando a San Benedetto del Tronto, trovai tutti gli alberghi prossimi a chiudere. In quello che mi fermai ero l’unico ospite. Senza più bagnanti né turisti la cittadina riprendeva il suo aspetto genuino. Le barche da pesca uscivano dal porto a due a due. Vorrei sapere se le barche degli altri porti hanno vele così belle, decorate…e si dispiegavano splendide sul tappeto ceruleo del mare, rievocando le crociate e un passato glorioso le vidi allontanarsi prendere il largo, avrei voluto assistere al loro ritorno…”

FRANZ LISZT E IL “RUMORE DEL MARE” – ANNO 1869

 “ …dalle colline dorate…si scorge la spiaggia di San Benedetto del Tronto cittadina di pescatori…Stupende barche da pesca che solcano il mare Adriatico, barche con le vele dipinte con soggetti religiosi o antichi emblemi, esse vanno cullate dalle onde di un mare sempre vivo sempre nuovo e sembra che il murmure delle acque costituisca una lene musica… “ .

ANDRE GIDE E IL DIALETTO SAMBENEDETTESE – ANNO 1869

“La singolare cadenza di quel dialetto che si estrania da tutti gli altri delle Marche e dell’Abruzzo, un dialetto di adusti corsari provenuti chissà da quale parte del sud…”.

IL SONETTO DEL CARDINALE MUZZARELLI PER IL “LIDO DEI NUMI” – ANNO 1842

Sambenedetto di Ascoli

E la Palladia pianta, e l’operoso
Cedro che spande intorno i suoi profumi,
E i vitiferi Colli, e il piano ondoso

Fan questo lido il più diletto ai Numi.

Ed è pur qui la gioja, ed il riposo,
Cui prometton all’Uom puri costumi,
Che invan tanto cercò quello sdegnoso,
Che in riva all’Arno aperse al giorno i lumi.

Se già bramai veder città lontane,
Che dier fama immortale al Tigri, o al Nilo,
Ma di cui solo il nome oggi rimane:

Or più saggio vorrei fuor d’ogni cura
In questo della pace amico asilo
condurre i giorni dell’età ventura.

IL TRONTO CHE LUDOVICO ARIOSTO MISE NELL’ORLANDO FURIOSO – ANNO 1504-1532

“Et Azzo, il suo fratel, lascierà erede del dominio d’Ancona e di Pisauro, d’ogni città che da Troento siede tra il mare e l’Apenin fin all’Isauro, e di grandezza d’animo e di fede, e di virtù, miglior che gemme et auro: che dona e tolle ogn’altro ben Fortuna; sol in virtù non ha possanza alcuna”

FLAVIO BIONDO E LA TERZA SPIAGGIA PIU’BELLA D’ITALIA –  ANNO 1474

Da le Grotte a due miglia né è un’altra chiamata San Benedetto e questa spiaggia fuora che quella di Surrento e Gaeta è la più amena e più dilettevole di tutta Italia, pienissima di aranci, vigne e di altri bellissimi e fruttiferi alberi. Tre miglia da San Benedetto è un castello Porto Ascolano posto come una guardia de la foce del Tronto dove termina la Marca d’Ancona”.

DANTE E IL TRONTO NEL PARADISO DELLA  DIVINA COMMEDIA – ANNO 1308-1320

“quel corso d’Ausonia che s’imborga di Bari di Gaeta e di Catona, da ove Tronto e Verde in mare sgorga”

Naturalmente questa non è un’antologia esauriente di tutti i richiami alla città. Ve ne sono altri che continueremo a pubblicare in futuro, compreso alcune interessanti declamazioni del paesaggio da parte di alcuni letterati.

Roberto Guidotti

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