mercoledì, Ottobre 27, 2021
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Alessandro Neri, il movente economico

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PESCARA – Alessandro Neri conosceva il suo assassino. Stando alle notizie riportare nel corso degli ultimi giorni, sarebbe stato visto in compagnia di persone prima della sua morte. E la sua è stata una vera e propria esecuzione. La posizione in cui è stato rinvenuto il cadavere del giovane porta inoltre a pensare ad una volontà di sottomissione da parte del suo o dei suoi assassini. Movente passionale? Possibile. Ma al momento non è ancora da escludere nulla. Tutti ricordano Alessandro Neri, scomparso dalla propria abitazione di Spoltore per poi essere trovato cadavere giovedì 8 marzo con due colpi di pistola che gli hanno attraversato il corpo senza lasciargli via di scampo, come un bravo ragazzo. E non si può pensare il contrario. L’istinto di una madre non mente quasi mai. Laura Lamaletto ha più volte parlato di “assassini”, ha parlato di “mandante”. Ma qualcuno a Pescara sa, o intuisce, che cosa sia davvero successo. E forse non parla.

La modalità con cui è stato ucciso Alessandro, tra l’altro non privandolo del telefonino cellulare, grazie al quale il suo corpo è stato poi trovato, fa pensare ad una sorta di avvertimento. Avvertimento a chi?

Un colpo alla testa, letale, ed uno all’emitorace. Non c’è stato errore, Alessandro era una persona che doveva morire. Un chiarimento finito male, poi la morte del ragazzo. Il ritrovamento del corpo con il cappuccio della felpa abbassato sopra la testa. Solo gelosia? I delitti passionali spesso si contraddistinguono per un fenomeno denominato “overkilling”, ovvero la volontà di infierire sul corpo con numerosi colpi di pistola o di coltellate. Stessa cosa dicasi per gli omicidi scaturiti dalla vendetta. Alessandro è stato ucciso con due colpi di pistola, secchi, puliti.

Prima si è visto con qualcuno che conosceva e che forse non temeva. Poi c’è il giallo della sua auto, portata in centro a Pescara dopo la sua scomparsa, non si sa da chi. Le indagini vanno avanti e solo gli inquirenti potranno stabilire l’esatta connotazione della verità. Ma qualcuno ce l’aveva con lui, e per come si configura il delitto, si potrebbe pensare ad un movente di tipo economico.  Debiti non pagati, soldi dovuti a titolo di credito, o cosa?

La spietatezza con cui Alessandro Neri è stato eliminato fa riflettere. Non è stato un errore. Un chiarimento finito male, sicuramente. Forse Alessandro non era disposto a dare ciò che l’assassino, gli assassini, o i mandanti, gli chiedevano.

Un delitto, quello che vede come vittima il giovane di Villa Raspa di Spoltore, che assume, col passar dei giorni, chiare connotazioni, che riportano ad un movente economico. Affari, soldi, conti in sospeso..

 La modalità con cui è stato compiuto il delitto fa emergere una netta volontà di eliminare questa persona, ma anche una sorta di volontà di far rinvenire il cadavere e di far trovare l’auto della vittima.

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