Roma, Lavinia – Parte VI. Sesto gusto melagrana e salvia
Roma-Last JestdiPeter Friedlè al centro del sesto capitolo di Lavinia, il progetto d’arte contemporanea curato da Salvatore Lacagnina, realizzato da Ghella e promosso da Roma Capitale, Assessorato della Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con la collaborazione di Zètema Progetto Cultura.

Il progetto è nato nel 2024 per rendere omaggio alla pittrice tardomanierista Lavinia Fontana, tra le prime artiste riconosciute dalla storia dell’arte e presente nella collezione di Galleria Borghese, e si è sviluppato in parallelo alle varie fasi di restauro della Loggia dei Vinidi Villa Borghese. Nell’elegante padiglione, oggi visibile al pubblico nella sua interezza a conclusione dei lavori, il cardinale Scipione Borghese intratteneva i suoi ospiti con vini e sorbetti. Per questo, ogni inaugurazione di LAVINIA è associata alla creazione di ungelato dal gusto inedito: per aprire la stagione autunnale 2026 sono stati sceltimelagrana e salvia.
Nato inAustriaa Oberneukirchen nel 1960, apolide e viaggiatore per vocazione, Peter Friedl si considera un artista fallito che ha cominciato a fare disegni più di sessanta anni fa e non ha mai smesso. Il titolo della sua opera per la Loggia dei Vini richiama la frase “This is my last jest” (il mio l’ultimo scherzo, l’ultima buffonata) pronunciata dalgiullare nano Hop-Frognell’omonimo racconto diEdgar Allan Poe. Umiliato dal re e dai suoi ministri, Hop-Frog concepisce una immaginifica e cruenta vendetta che ribalta le relazioni di potere.

Last Jest di Peter Friedl è un’opera apertache agisce su molteplici livelli. È un lavoro sul costume, sull’arte come documento storico; rievoca ma non rappresenta, racconta ma non necessariamente rimanda. È un’opera che riguarda lastoria, le relazioni traestetica e politica, trapotere e sottomissione. Di certo ha a che fare con ilteatro– un tema ricorrente nel lavoro di Friedl: un teatro fatto a brandelli, dove l’azione è congelata o impossibile.

Lavinia e l’arte contemporanea
Alcuni degli interventi realizzati nelle fasi precedenti del progetto sono ancora visibili: l’orologio diRuth Ewan, la maniglia sul cancello d’ingresso e la ringhiera diMonika Sosnowska, le sedute gialle diGianni Politi, la fontana d’acqua infinita diPiero Golia, la grata artistica diEnzo Cucchie il sentiero “Dante Desire Line Poetry Path” diRoss Birrell & David Harding.
Ingresso gratuito
Informazioni
Quando
dal 2 Ottobre 2026 al 15 Novembre 2026
Dove
Loggia dei Vini a Villa Borghese
Viale dell’Uccelliera
Orari
dal 2 ottobre al 15 novembre 2026
giovedì-venerdì, ore 14.00-19.00
sabato-domenica, ore 11.00-19.00
Giovedì 1° ottobre 2026 opening ore 18.00 – 21.00
Loggia dei Vini a Villa Borghese

Parte di un complesso architettonico che comprendeva anche una grotta destinata alla conservazione delle botti di vino, collegata alle cucine delCasino Nobile di Villa Borghesetramite un percorso sotterraneo, la Loggia dei Vini èun’originale ed elegante strutturaa pianta ovale con otto grandi arcate su pilastri in tufo.
Fu costruitatra il 1612 e il 1618 per ospitare, nei mesi estivi,i banchetti e le feste conviviali del cardinale Scipione Borghese, nipote di papa Paolo V. In questo luogo di delizie, gli ospiti venivano intrattenuti al fresco della penombra tra agi e lussi, degustando vini pregiati e prelibati sorbetti: le fonti letterarie dell’epoca non mancano di sottolineare lasontuosità del complesso, impreziosito dasfingi(oggi alla Ny Carlsberg Gliptotek di Copenaghen),fontane,statue,stucchieaffreschi.
Due tavole in marmo erano destinate a “credenza e bottiglieria”, mentre al centro della loggia era postoun grande tavolo di marmo biancocon incavi nei quali scorreva acqua per mantenere fresche le bevande nei bicchieri. Per stupire ulteriormente i commensali, sul soffitto era stato montato un congegno meccanico che faceva scendere sugli ospitiuna pioggia di petali profumatial termine del convito. Gli affreschi tra festoni di stucco ancora visibili all’interno della volta raffigurano Il Convito degli Dei e sono opera del pittore urbinate Archita Ricci, attivo in quegli anni nellachiesa di San Sebastiano fuori le Murae in diversi altri cantieri di committenza Borghese.
Da ottobre 2024, il padiglione è di nuovo visitabile e ospita il progetto di arte contemporaneaLAVINIA.
Foto turismoroma
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